GEAPRESS – Ben il 90% delle esportazioni di prodotti di foca canadese, sono diretti alla Russia. E’ di questi giorni la notizia che l’unione doganale di Bielorussia, Kazakistan e Federazione Russa ha deciso di vietare i commerci di prodotti di foca, sia in entrata che in uscita dal paese. Caccia alle foche canadesi in difficoltà, dunque. Al bando dell’Unione Europea si aggiunge ora quello della Russia. Proprio in quest’ultimo paese, grazie all’impegno di IFAW (International Fund for Animal Welfare) già dal 2009 è vietata la caccia alle foche del mar Baltico.

Cosa faranno i canadesi? E’ probabile che spingeranno ancora verso gli accordi commerciali con la Cina (vedi articolo GeaPress) ma la batosta inferta dal Governo russo, difficilmente potrà essere digerita in breve tempo. E dire,che in occasione dell’ultima stagione di caccia, il Governo canadese aveva aumentato di 70.000 unità il prelievo delle foche. Questo nonostante recenti studi hanno dimostrato come, a causa della minore superficie marina ghiacciata, appena il 30% dei cuccioli riesce a sopravvivere.

In  base ad indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, il Governo canadese si starebbe apprestando a ridurre di un quarto il prelievo di cuccioli per la stagione di caccia 2012. Una misura insufficiente, dicono gli animalisti canadesi. La caccia andrebbe chiusa subito. La migliore contraddizione? Avere continuato a dare retta ai pescatori-cacciatori che sostengono come le foche mangino troppo pesce e scoprire ora che solo il 30% dei cuccioli riesce a sopravvivere alle prime sei settimane di vita. Chi è, allora, che vuole (tutto) il pesce?  

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