cane procione pellicce
GEAPRESS – Una nuova investigazione condotta da Animal Equality e Last Chance for Animals.

L’attenzione degli animalisti è stata questa volta indirizzata verso due allevamenti di cani procioni e volpi nella provincia cinese di Shandong. Solo che il cane procione, non corrisponde al Procione (Procyon lotor) ma è quello di un  canide (Nyctereutes procyonoides).

Nel filmato proposto si vedono diverse fasi dell’allevamento, fino all’uccisione per elettrolocuzione e conseguente scuoiamento degli animali.

Secondo Animal Equality le pelli finirebbero nei magazzini di diverse parti del mondo.

Mostrate anche le etichette con le indicazioni che al consumatore potrebbero apparire ingannevoli o poco chiare. Di certo è difficile immaginare quale sia l’animale la cui pelle costituisce la pelliccia o suo inserto. Improbabile, forse, ricollegare quei peli colorati a qualcosa di simile al fido che magari si tiene al guinzaglio. La famiglia, infatti, è la stessa come quella del lupo, la volpe (già tristemente nota per le pellicce) o il cane domestico.

Secondo Animal Equality, la carne degli animali morti, potrebbe finire per la stessa alimentazione di quelli allevati.

Il lavoro di Animal Equality e Last Chance for Animals è stato condotto sotto copertura ed è durato tre mesi.

Ad ogni modo, non meravigliamoci degli allevamenti cinesi. Elettrolocuzione, oltre che gasazione, sono le tecniche utilizzate anche negli allevamenti occidentali. La presenza del Cane procione, poi, è cosa non recente. Proprio questo canide, sebbene originario dell’est asiatico, è comparso allo stato naturale in Italia ed ancor prima, in altre zone dell’Europa. Sono animali scappati da allevamenti europei destinati a rifornire l’industria pellicciaia.

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