GEAPRESS – Il 30 novembre, riferisce Nemesi Animale, sono stati portati via alcuni visoni, forse fattrici. Poi tutto svuotato. Probabilmente è finito il “ciclo produttivo” (ovvero destinati alla produzione di pellicce) che aveva consentito all’azienda di Montirone (BS) di continuare ad esercitare la propria attività sospendendo gli effetti dell’Ordinanza del Comune. L’Amministrazione, come è ormai noto, era intervenuta sostenendo la vicinanza di quella struttura all’area abitata. 3000 visoni, questa la “capienza” dell’allevamento che, secondo il Comune, andava chiuso.

Gli attivisti di Nemesi Animale sono riusciti a verificare come già il 1 dicembre l’allevamento fosse vuoto. Anzi “chiuso”, come riferiscono i militanti animalisti. Cosa succederà ora? L’Ordinanza di merito del TAR (il provvedimento antecedente era di “sospensiva”) è attesa a gennaio. Si spera nella chiusura definitiva. Il trasferimento delle fattrici, così come ipotizzato da Nemesi Animale, fa pensare ad un ultimo atto. Forse vendute o trasferite in altro impianto.

Intanto non si fermano le iniziative di Nemesi Animale ed altre realtà animaliste, contro l’uso delle pellicce.

Sabato 8 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Animali (evento che ricorre il 10 dicembre) azione dimostrativa lampo a Milano. L’azione dimostrativa avrà lo scopo di sensibilizzare sulle sofferenze che subiscono gli animali da pelliccia. Non sono stati diffusi i particolari dell’azione, ma Nemesi Animale chiede manforte.

Sabato 15 dicembre a Fossoli (MO) dove insiste un altro allevamento di animali da pelliccia, iniziativa di Animal Emphaty e Antispecisti Modena. In via Remesina Esterna, alle ore 15.00, protesta contro l’allevamento da 10.000 visoni.

Il 16 dicembre, ma a Milano in piazza San Carlo, altra iniziativa di Nemesi Animale ma sulla scelta vegan. Questa volta, dopo tanto dolore, una tocco diverso. Una iniziativa in “positivo” dicono da Nemesi Animale, con offerta di cibo libero da sofferenza. Vegan, dunque.

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