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GEAPRESS – Il Consiglio Comunale di Capriolo (BS), riunito ieri sera,  ha votato all’unanimità un Ordine del Giorno contro l’apertura di un  allevamento di visoni previsto nell’ambito comunale. Secondo quando diffuso dall’OIPA, che ricorda l’attività della stessa associazione e la consegna di 2000 firme contro l’apertura, si tratterebbe di un “Atto di indirizzo per variante al piano di governo del territorio avente ad oggetto la cancellazione dallo stesso della possibilità di insediamento di allevamenti di animali da pelliccia su tutto il territorio comunale”.

Durante la votazione in Consiglio Comunale era in corso una manifestazione animalista alla quale ha preso parte la stessa OIPA.

Secondo l’associazione tutti i Consiglieri Comunali presenti si sarebbero espressi in maniera favorevole. Questo anche per la mozione presentata dal consigliere di minoranza Amedeo Lunardi volta a rafforzare la politica del Comune in tal senso. In questo caso, quello che veniva chiesto era l’impegno della Giunta Comunale e del Sindaco di trasmettere ai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati la richiesta del Consiglio Comunale a favore dell’approvazione della Proposta di Legge C288 e del Disegno di Legge S62 in materia di “divieto di allevare, catturare e uccidere animali per la produzione di pellicce” in Italia. In aggiunta a ciò, riferisce sempre l’OIPA, anche  una dichiarazione di non gradimento dell’attività di allevamento ed uccisione di animali da pelliccia sul territorio del Comune di Capriolo e conseguente diniego a richieste in tal senso.

Siamo soddisfatti del risultato, frutto dell’impegno di moltissimi volontari che negli ultimi mesi hanno condotto una lotta senza quartiere raccogliendo firme, organizzando manifestazioni di protesta e facendo pressione sull’amministrazione comunale – spiega Simona Duci, delegata OIPA di Brescia – Non abbasseremo tuttavia la guardia perché la modifica della variante del piano di governo del territorio non mette al riparo da eventuali ricorsi. La volontà dei cittadini e dell’amministrazione comunale di Capriolo è però chiara: non vogliamo anacronistici centri di tortura per animali”.

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