GEAPRESS – Cuccioli tirati per un gancio direttamente sulla nave in transito tra i ghiacci. Foche squarciate e così lasciate ancora in vita per parecchi minuti. Scene di deliberata violenza. Metodi agghiaccianti messi in atto anche quando i cacciatori sapevano che venivano filmati. Un mare di schizzi di sangue nei ghiacci al largo di Terranova.

Questo nonostante quest’anno si sia cacciata una quota molto bassa di foche – ha dichiarato Sheryl Fink, Direttore della campagne foche di IFAW (International Fund for Animal Welfare) – la più bassa dal 1993. Appena 50 barche, molto poco rispetto agli anni passati“.

Una situazione che, secondo IFAW, contribuirà a mantenere bassa la reputazione del Canada in Europa, specie se si considera come l’intero settore è sorretto dai contributi statali.

Il Canada non solo ha annunciato azioni legali contro la UE che ha posto il bando all’importazione di pelli ed altri derivati, ma sta cercando di aprire nuovi e floridi mercati in Cina (vedi articolo GeaPress). Da questo paese, nonostante il bando, parti di pellicce di foche potrebbero entrare nei paesi EU, salvo continui esami del DNA, dal momento in cui il nuovo regolamento europeo sulle pellicce, lascia spazio, quantomeno, a forti dubbi (vedi articolo GeaPress).

E dire che le autorità canadasi sono criticate in (quasi) tutto il mondo. Lo stesso Primo Ministro canadese, Sig.ra Gail Shea, Ministro federale alla pesca, ha pure ricevuto una torta (vegana) in faccia da una attivista di PETA (People for Ethical Treatment of Animals). Per lei, la Ministra canadese, la caccia è un uso responsabile di una risorsa sostenibile. Peccato che come lei, la pensino anche molti altri politici e non solo d’oltreoceano. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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