GEAPRESS – Notizie drammatiche in arrivo in queste ore dal Canada. La mattanza delle foche è iniziata. A distanza di poco tempo dal primo annuncio rilasciato dal Governo canadese (vedi articolo GeaPress) il Dipartimento della Pesca e degli Oceani ha anticipato la stagione di caccia al 22 marzo. Uno spostamento di data difficile da immaginare senza premeditazione. Le organizzazioni che avrebbero così dovuto documentare la strage dei cuccioli di foca (in Canada è consentito farlo con funzioni di osservatore) si sono ritrovate ad accelerare improvvisamente i preparativi per raggiungere i banchi di ghiaccio a sud dell’Isola Maddalena (vedi foto, area cerchiata) nel Canada sud orientale.

I primi dispacci sono di oggi e parlano di 1724 cuccioli di foca uccisi nel primo giorno di caccia. Sei barche di cacciatori, osservate mentre gettavano in mare i resti della macellazione dei cuccioli. Quello che però preoccupa sono anche le condizioni del ghiaccio. La caparbietà con la quale le autorità canadesi continuano a consentire questa caccia di tradizione, contrasta infatti con il precoce scioglimento dei ghiacci i quali, secondo recenti stime, avrebbero fatto crollare dell’80% il tasso di sopravvivenza dei cuccioli. Un fatto, questo, che evidenzia come sia fallace la scusa messa in atto per continuare ad uccidere gli animali, ovvero che trattasi di un provvedimento per tutelare i pescatori i quali, nelle foche, avrebbero un loro concorrente.

Secondo gli osservatori di IFAW (International Fund for Animal Welfare) nei banchi di ghiaccio non si sarebbero trovate le foche attese, ovvero le 5.000 -10.000 unità stimate, ma un numero ridotto e sparso tra diversi banchi di ghiaccio. Un fatto questo che dovrebbe far riflettere ancor di più le autorità canadesi prima di consentire l’apertura della caccia.

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