GEAPRESS – Non solo cuccioli di foca, ma anche trappole a tagliola per altri animali. Sono le cacce di tradizione che in Canada, nonostante i crolli di immagine internazionale, continuano ad essere autorizzate se non addirittura finanziate dal Governo.

La preda più ambita sono i castori. Al di là delle favolette dell’industria pellicciaia che afferma come ormai gli animali sono tutti di allevamento (ammesso che questo giustifichi qualcosa) migliaia di castori finiscono ogni anno in quelle che vengono definite le trappole “umane”. Spezzano subito l’osso del collo, dicono gli addetti. Dunque, una cosa bellissima.

Ed invece non solo gli animali muoiono tra atroci sofferenza ma le trappole sono, tra l’altro, molto poco selettive. Utilizzate per catturare più specie, finiscono con frequenza per uccidere specie protette o comunque non bersaglio. Lontre di fiume, anatidi, tartarughe.

Dal 2000 nelle trappole autorizzate dal Wildlife Service canadese (in quel paese occorre un’apposita licenza) più di 85 specie “non bersaglio” sono finite nella morsa della tagliola. Almeno 7800 animali, solo negli ultimi sei anni, sono stati documentati come catturati per errore. Questo per quanto è dato sapersi dagli sconfinati territori di caccia. Un assurdo anche sotto il profilo delle finanze. La lontra, sebbene non soggetta ad una protezione totale, è al centro di alcuni interventi del Governo canadese finalizzati proprio alla sua tutela.

Ogni 45 castori catturati, c’è una lontra di fiume catturata per sbaglio. Poi altri animali selvatici e domestici, come cani e gatti.

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