GEAPRESS – Ha toccato quota 70.000, il numero di cuccioli di foca uccisi nel corso della campagna commerciale 2012. Ad annunciarlo è il Ministro della pesca del Labrador, il quale ha altresì sottolineato come, a concorrere all’incremento, abbiano contribuito i mercati asiatici. Di fatto, come già annunciato nei mesi scorsi, i nuovi mercati stanno sostituendo quelli europei e russi che hanno bloccato le importazioni. 70.000 cuccioli bastonati e scuoiati, contro i 38.000 dello scorso anno. La quota massima, per il 2012, era comunque di 400.000 cuccioli. In tutto, hanno preso parte all’ultima stagione commerciale, 680 cacciatori.

Numeri, nonostante tutto, che da soli non reggerebbero i costi di mantenimento dell’industria di lavorazione delle pelli. Bilanci, in questi casi, appianati dalla cospicue contribuzioni statali. La Carino Processing, una delle principali industrie di lavorazione di prodotti di foca (grasso e pelli in particolare) ha già avuto garantito dal Governo locale, un prestito di 3,6 milioni di dollari. Quanto basta a mantenere un processo industriale ad alto consumo energetico, oltre che potenzialmente inquinante, quale quello della lavorazione del pellame.

Già nei mesi scorsi, emissari del Governo canadese, avevano annunciato degli incontri con imprenditori cinesi, al fine di aprire gli sconfinati mercati asiatici.

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