Caccia alle foche: per pellicce e non solo il Canada ricorre al WTO contro il bando europeo all’importazione
GEAPRESS – Da Ottawa la Ministro alla Pesca Gail Shea ha annunciato che il Governo federale canadese chiederà formalmente all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) un arbitrato contro il bando deciso dall’Unione Europea all’importazione di prodotti derivanti dalla caccia commerciale alle foche.
La Ministro ha dichiarato “Non si tratta solo delle pellicce, qui stiamo affrontando una questione di principio”. Un principio che costa migliaia di cuccioli di foca ed esemplari adulti uccisi con estrema crudeltà, e che l’UE, dopo anni di campagne e pressioni dell’opinione pubblica, ha deciso di contrastare concretamente votando nel 2009 il bando all’importazione dei prodotti derivati dalle foche, ritenendo non accettabili i metodi di caccia messi in atto dal Canada.
Il bando è entrato poi in vigore nell’agosto del 2010 ed ha già superato un altro attacco quando nell’ottobre dello stesso anno la Corte di Giustizia Europea ha ritenuto di rigettare la richiesta di sospensione dello stesso presentata da organismi rappresentativi dell’industria della pellicceria canadese e delle popolazioni indigene del nord Canada e della Groenlandia.
Oltre alle pellicce i carnefici dalle foche sono preoccupati anche del crollo del commercio di carne e olio derivati da questi animali, peraltro mai particolarmente florido in quanto generalmente limitato all’uso del popolazioni indigene, tanto da avere aperto di recente alle esportazioni verso il mercato cinese, nuovo sbocco dopo le barriere poste anche da Stati Uniti e Messico.
Proprio in queste settimane è in corso un confronto tra Canada e Unione Europea sul libero scambio in campo commerciale, assicura però la Ministro alla Pesca che la questione dei prodotti derivati dalle foche non saranno trattati, si attenderà la decisione del Wto, che già nella riunione del 24 febbraio prossimo riceverà la richiesta di arbitrato. L’UE potrà bloccare questa prima richiesta ma non una seconda che potrebbe arrivare nella riunione del Wto del 25 marzo.
I tempi di decisione dell’Organizzazione mondiale del commercio possono essere anche di un anno, nel frattempo ci si domanda se saranno necessarie nuove mobilitazioni per una battaglia che, almeno per l’Europa, aveva raggiunto un risultato soddisfacente, in attesa che il mercato globale non si pieghi alle pressioni di lobby e di governi al loro servizio. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).








Lo stato canadese mi fa orrore. Le immagini della mattanza delle foche ogni anno, fa il giro del mondo (in primavera ricomciano il massacro)e questi, continuano a rompere le scatole per fare rientrare i loro prodotti sporchi di sangue e sofferenza, senza ritegno e vergogna ma solo per sporchi soldi come se poi uno stato ricco come il canada avesse bisogno di questo per tirare avanti. Difendere con le unghie e con i denti il bando almeno in Europa!!!!
Non vogliamo i prodotti di spietati assassini di cuccioli inermi !
Il Canada è un paese ricco e non ha alcun bisogno di fare strage di foche…credo che il Ministro abbia detto la verità “è una questione di principio”.
Evidentemente il loro principio è il disprezzo per la vita dei cuccioli di foca.
L’Europa, come sempre, è stata troppo tollerante limitandosi al bando dei prodotti delle stragi.
Se fosse dipeso da me il Canada non esporterebbe più neanche uno stuzzicadenti.
Cordialmente Avv. Michele Scarnera
La terra reclama rispetto: già l’uomo di paesi industrializzati avrebbe il dovere di rivedere azioni che, per profitto, sconvolgono habitat…
Contro ogni atto abominevole ed esecrabile che non eleva l’uomo, rieducare abitudini antiche…la linea netta che sta tra l’antico rituale e il vero utile…per salvare specie di ogni genere.
allora, questi canadesi ammazzano cuccioli di foca per soldi perchè dicono di non poterne fare a meno,a rischio la loro economia, ammazzano i siberian husky, perchè economicamente non rendono più, perchè non sono più richieste corse in slitta dai turisti, sempre per salvaguardare la loro economia, in sintesi ammazzano un animale perchè gli rende, ne ammazzano un’altro perchè non gli rende più, è un bell’esempio di come gli animali vengano trattati come cose e non come esseri viventi con l’unico scopo del profitto sporco di sangue.
ma non vi vergognate?
ho eliminato il canada dai miei possibili viaggi solo per la crudelta’ che dimostrate nel massacrare questi poveri animali!!!
Basta mattanze! Giù le mani dalle foche!