GEAPRESS – Brandelli di corpi, ovvero bordature in vero pelo cucite nei cappucci, nei polsini oppure negli stivali. Inserti di pelliccia. Resti di 70 milioni di animali ogni hanno uccisi per l’industria pellicciaia. Non resti di macellazione, ammesso che serva a giustificare. I conigli, dicono gli attivisti di essereAnimali, sono appositamente allevati e uccisi. La loro pelliccia, non deriva dalla macellazione. E neanche pochi.  Tanti, anzi tantissimi, addirittura un miliardo l’anno, solo per rimanere ai conigli, uccisi per appagare una incosciente frivolezza che servirà a dare un orlo diverso alle nostre maniche. Tutto qui, nulla di più. Tranne la vita di un miliardo di conigli, ma anche visoni, volpi, cincillà e molti altri ancora.

Tutto andato in scena ieri pomeriggio a Bologna, in piazza del Nettuno, e poi con una protesta silenziosa innanzi a molti negozi del centro (vedi foto essereAnimali). Due attivisti per negozio. Cartelli esplicativi, per richiamare l’attenzione sulla gravità di una situazione per la quale, dicono ad essereAnimali, è ormai impellente attivarsi. Quanto mostrato ieri, non è supposto. Anzi, nasce dalle investigazioni degli animalisti che hanno interessato allevanti spagnoli, svedesi, finlandesi e poi anche quelli polacchi, francesi, norvegesi, per finire in Danimarca e Irlanda. Del resto, ricordano gli animalisti, il 60% della produzione mondiale risiede proprio in Europa.

Comportamenti stereotipati quale sintomo evidente dell’abbrutimento della vita in gabbia. Poi il gas, oppure la rottura manuale delle vertebre cervicali. In Italia sono 150.000, tra visoni e cincillà, quelli uccisi per asfissia. Solo in Emilia Romagna tre allevamenti, tutti di visone. Poi Ferrara, Modena e Forlì.

Alla base di tale crudeltà, secondo essereAnimali, c’è lo specismo. Gli animali non sono come noi, non sono della nostra specie. Non hanno diritti perché differenti. Una discriminazione inventata dall’uomo, per condannarli ad una condizione di schiavitù. Una inferiorità utile ai profitti che gli abbiamo costruito sopra, come quello delle pellicce, ad esempio. Per ribellarsi a ciò, oltre agli stili di vita privi di sofferenza animale, bisogna far conoscere, sensibilizzare e stimolare le coscienze. Ogni animale, dicono gli attivisti di essereAnimali, vuole essere libero di godere della propria vita. Allevarlo e ucciderlo, è un atto crudele. Contro la sua volontà. Un animale, cioè, deve essere liberato.

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