GEAPRESS – Non scarti di macelleria (ammesso che questo giustifichi) ma conigli appositamente allevati per essere scuoiati. Questo quanto sostenuto dagli attivisti di Nemesi Animale che sabato e domenica scorsa hanno animato non poco la sfilata della moda milanese tenutasi al Castello Sforzesco.

Sabato i conigli morti, che chissà come sono riusciti a prelevare in un allevamento specializzato. I militanti di Nemesi Animale si sono così piazzati proprio innanzi l’entrata della sfilata. Hanno mostrato la “materia prima” che sarebbe utilizzata per i modelli dello stesso stilista. Poveri conigli bianchi, nati per essere spellati dopo poche settimane di vita. Un ciclo continuo. Fattrici, cucciolate e morte.

Peccato, dicono gli animalisti, Armani aveva rinunciato alle pellicce, ma ora ha ripreso con i conigli. Era proprio necessario?

I conigli – dicono a Nemesi Animale – sono esseri viventi, individui, e non carne o pelliccia. I conigli da noi portati insieme ai cartelli sono solo alcuni delle migliaia che giornalmente muoiono nelle gabbie di allevamenti intensivi della Lombardia. Sono stati prelevati dalle gabbie, già morti, vittime di un sistema di produzione che li considera solo oggetti, da trasformare in carne o pelliccia“.

All’entrata del Castello, proprio dove si sono piazzati gli animalisti, numerosi vip. Tra questi Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia e niente affatto contraria all’uso delle pellicce. “Scesa da una macchina proprio di fronte a noi – commentano gli attivisti – aveva uno sguardo altamente infastidito per la nostra presenza. Di fronte a tutte le telecamere e i fotografi, forse – aggiungono da Nemesi Animale – sperava ponessero attenzione solo su di lei. Noi però vogliamo che le persone sappiano e possano vedere cosa accade negli allevamenti, come vivono e come soffrono questi animali“.

Finita la protesta, si pensa alla domenica. Ed infatti, il giorno successivo, due attiviste di Nemesi Animale, riuscite ad intrufolarsi tra il pubblico della sfilata, alla vista di un capo in pelliccia, sono balzate sulla passerella. Appena pochi (interminabili) secondi. Un tempo comunque clamoroso, quanto è bastato agli addetti della sicurezza per accompagnarle fuori, ma anche per essere riprese da tutti media (nel video di Nemesi Animali, le riprese del TG3 Lombardia).

L’industria della moda è fatta di luci, colori, eleganza, ricchezza. “Dietro – aggiungono gli animalisti – si nascondono orrori per milioni di animali che nascono e muoiono in una gabbia solo per essere scuoiati, che non toccano mai l’erba, che non possono seguire i loro istinti, che non conoscono altro che prigionia, stress, noia, privazione, sporcizia. Che moriranno uccisi da scosse elettriche o in camere a gas“.

In troppi ancora – dicono da Nemesi Animale – non conoscono e non hanno mai visto. Un piccolo passo verso la liberazione di ogni essere vivente crediamo questa volta di averlo compiuto“.

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