GeaPress – Storni, fringuelli ed altri appartenenti alla piccola fauna alata, ritornano alla vita. Li hanno liberati poche ore addietro donne ed uomini del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato in servizio nelle valli del bresciano con l’Operazione Pettirosso 2010. Gli stessi che nelle ultime ore hanno dovuto purtroppo porre sotto sequestro una vera e propria ecatombe di piccoli animali (vedi articolo e foto GeaPress 5 ottobre e 2 ottobre) spesso rinvenuti orrendamente mutilati nelle trappole o già spellati dal bracconiere.

Ieri, invece, la liberazione. Voliere abusive piene zeppe di uccellini protetti dalla legge appena catturati o addirittura ancora nelle reti dell’uccellatore subito deferito all’Autorità Giudiziaria. Comandati dal Vice Questore Isidoro Furlan, donne ed uomini del NOA hanno subito liberato i passeriformi consentendo loro di riprendere la migrazione che li porterà fuori dalle valli bresciane e verso latitudini con climi adatti a superare l’inverno. Torneranno in primavera (bracconieri permettendo) rinnovando la natura europea.

Già da oggi, però, sono attesi nuovi sviluppi. Considerata l’enormità del bracconaggio in Italia, e nelle valli bresciane in particolare, sarebbe auspicabile che il Governo potenziasse i nuclei antibracconaggio facendo tesoro di una esperienza unica, invidiata in tutta Europa, nonostante qualche strombazzamento fuori luogo li vorrebbe mandar via. Intanto, per ora, ad andar via, grazie al Corpo Forestale, sono stati i fringuelli liberati dalle gabbie, reti e tagliole che li avrebbero condotti, ad arrostire, verso lo spiedo della polenta e osei.

In home page GeaPress l’approfondimento nello Speciale “Alert – la natura sta colando” .

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