GEAPRESS – Tra gli oltre 100 denunciati dal Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato, ancora in servizio nelle vallate bresciane, c’è pure un minore. Il padre gli aveva consegnato il fucile per esercitare l’attività venatoria. Di padre in figlio, solo che quest’ultimo si ricorderà dell’incauto affidamento del padre essendo stato segnalato alla Procura della Repubblica dei minori per porto abusivo d’arma. Lo stesso padre si ricorderà quello che ha fatto, dal momento in cui l’incauto affido è anche la rubricazione del reato a lui contestatogli.

Sono oltre 29 i bracconieri denunciati solo negli ultimi giorni. Gli uomini del NOA, comandati dal Commissario Capo Ghersi, hanno operato numerosi controlli anche nei negozi di animali, presso allevatori e nelle  armerie. Anche in questo caso sono state contestate varie denunce in particolare per irregolarità nella vendita delle munizioni e nelle gestione di uccelli vivi da utilizzare come richiamo.

Nei controlli antibracconaggio sono stati inoltre rinvenuti molti uccelli morti, oltre 150 vivi da utilizzare come richiamo ed illegalmente detenuti, diverse reti, 200 tagliole, 300 archetti e sei fucili.

L’ Operazione Pettirosso 2010, volge intanto al termine. Anche quest’anno lo Stato ha assicurato il suo presidio in uno dei luoghi d’Italia dove maggiore è la presenza del bracconaggio. Il Corpo Forestale ha evidenziato ancora una volta quanto grave e diffuso sia il fenomeno, potendo contare anche sulla poca considerazione rivolta dalle autorità locali. Un problema questo evidenziato anche della sempre più specializzazione, in termini distruttivi, dell’attività dei bracconieri operanti nella provincia italiana con più alto numero di cacciatori.

A Brescia sono state sequestrate finanche finte bacche di sorbo degli uccellatori. La legge, a vantaggio dei bracconieri, vieta l’uso per l’uccellagione delle finte bacche di colore rosso, ma non la vendita. Proviamo a pensare se la stessa cosa fosse applicata alla vendita di eroina. Ma la Forestale, in queste settimane, ha sequestrato ben altro. Da ricordare i sofisticati telecomandi che servivano i riproduttori di canti di specie protette. Ne erano registrati di vari tipi. Piazzati nei pressi delle reti attiravano verso sicura morte gli uccelletti.

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