GEAPRESS – Tutto in 48 ore. Trappole, reti, animali liberati ed anche, purtroppo, rivenuti già morti e spellati. Impossibile contarli tutti. Il Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato, inviato nelle vallate bresciane, li conta ormai in chili. Addirittura stipati in tredici sacchetti, per un totale di almeno 300 piccoli uccelli insettivori impossibili da determinare, perché spellati. Oltre un chilo e trecento grammi di cadaverini ammassati per servire la polenta e osei. Il raccapricciante “ingrediente base” è stato sequestrato, assieme alle reti per la cattura, ad un bracconiere di Monte Isola (BS) che è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.

Ancora non spellati, invece, gli otto pettirossi sequestrati assieme a reti e quaranta tagliole utilizzate da altri due bracconieri fermati questa volta nel Comune di Villanuova S. Clisi, sempre in provincia di Brescia. E dire che i pettirossi sono per legge specie “particolarmente protetta”. Per fortuna numerosi altri piccoli uccelli, sempre appartenenti a specie protette alla legge, erano ancora vivi sebbene detenuti illegalmente. Per l’uccellatore la denuncia per caccia con mezzi vietati a specie vietate e per maltrattamento di animali.

Sempre per detenzione illegale è invece scattato, nella giornata di ieri, un terzo sequestro nel Comune di Roè Vociano. Gli 87 uccelli rivenuti sono stati trasportati in un Centro di recupero prima di procedere alla liberazione. Erano tutti privi di anello inamovibile o di fascette di riconoscimento. L’attività del Reparto speciale della Forestale, iniziata già molte ore prima dell’alba, è proseguita fino al tardo pomeriggio in località “Monte Palosso” nel Comune di Concessio (BS) dove erano stati uditi numerosi colpi di fucili. I Forestali hanno quindi iniziato una lunga perlustrazione dei luoghi finché hanno individuato il punto esatto da dove provenivano i colpi di fucile, ovvero nei pressi di un capanno di caccia. Cesene e trodi erano già stati abbattuti (si ricorda che il martedì è giornata di silenzio venatorio) mentre nei pressi dell’abitazione del cacciatore sono state trovate diverse trappoline e pettirossi morti.

Il bracconaggio nella provincia di Brescia, ove è in pieno svolgimento l’Operazione Pettirosso 2010 dei NOA, si conferma ancora una volta una vera e propria capitale del bracconaggio italiano. L’attività del Forestali, comandanti dal Vice Questore Isidoro Furlan, inizia fin dalle 3.00 del mattino. Lunghe operazioni ancora nel cuore della notte e sequestri di veri e proprio arsenali costituiti da reti per uccellagione, crudeli trappole ed altri trabocchetti che spesso causano nell’animale intrappolato una lunga e dolorosa agonia. Quando il bracconiere rinviene ancora vivo l’uccellino, provvede ad ucciderlo per schiacciamento. Spellato spesso in loco va ad alimentare un fiorente mercato sovente legato al mondo della ristorazione. La Forestale ricorda che il tutto avviene anche in barba alle normative sanitarie e che nessuna garanzia può essere offerta al consumatore sulla sicurezza dell’alimento (illegale).

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