GEAPRESS – Cambio di turno nei Reparti speciali del Corpo Forestale dello Stato che in questi giorni stanno conducendo, in provincia di Brescia, l’Operazione Pettirosso 2010. Il Nucleo Operativo Antibracconaggio si avvale ora di nuove pattuglie comandate dal Commissario Capo dott. Pietro Ghersi. Si sono così avvicendate ai reparti guidati nelle prime due settimane dal Vice Questore Aggiunto dott. Isidoro Furlan.

I nuovi reparti hanno subito inferto i primi duri colpi al bracconaggio che in questi giorni imperversa ai danni della piccola avifauna migratoria. Specie, in molti casi, protette dalla legge e cacciate, nel bresciano, con mezzi illeciti. Trappole del tipo degli archetti (vedi foto gallery) ma anche molti sequestri di avifauna da utilizzare come richiamo e subito liberati dal Corpo Forestale. In due soli giorni i Forestali hanno fermato l’attività di otto bracconieri colti sul fatto mentre, con mezzi illegali, cacciavano specie protette. Gli interventi sono avvenuti nei Comuni di Idro, Vestone, Odolo, Lavenone, Lumezzane, Monticelli Brusati, Zone.

Tre degli otto bracconieri sono stati inoltre sottoposti a perquisizione domiciliare e denunciati, oltre che per i reati venatori, anche per resistenza a pubblico ufficiale. Un quarto bracconiere, sorpreso ad operare con i tremendi archetti, forniva ai Forestali generalità false. Portato in caserma e finalmente identificato i Forestali hanno poi provveduto, anche per lui, alla perquisizione domiciliare. Ad opporsi non solo il bracconiere ma anche i familiari. Il tutto è accaduto nei pressi di Monticelli Brusati, dove veniva sequestrata altra fauna protetta. Il bracconiere, oltre che per resistenza a pubblico ufficiale e per i reati venatori, è stato denunciato anche per maltrattamento di animali. La posizione dei familiari, invece, è al vaglio degli inquirenti.

In tutto, i Forestali guidati dal Commissario Capo Ghersi, hanno sequestrato tre fucili con diverse decine di cartucce, una decina di reti, una settantina di archetti, 25 trappoline, oltre a parecchie decine di uccelli detenuti illegalmente. La Forestale torna ancora una volta a sottolienare i meccanismi da vera e propria tortura, propri delle trappole. Gli archetti, ad esempio, troncano le zampe del malcapitato uccellino. La morte giunge solo dopo una lunga e dolorosa agonia.

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