GEAPRESS – Nuovo brillante intervento del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato in provincia di Brescia. Dopo l’ecatombe di uccelli morti trovati nel corso del primo intervento (vedi articolo e foto su GeaPress) questa volta è stato possibile liberare numerosi volatili trovati dai Forestali ancora vivi. Erano intrappolati, al momento dell’intervento, nella rete dell’uccellatore di Rodengo Saiano (BS). Gli uccelli, tutti appartenenti a specie protette, presentavano il piumaggio ancora in ottime condizioni ed è stato pertanto possibile liberali..

Al bracconiere sono stati sequestrati tre fucili da caccia, un sofisticato richiamo elettronico integrato da telecomando e scheda memoria fornita di richiami appartenenti a specie protette, ben 27 trappole già posizionate per la cattura degli uccelli. La perquisizione domiciliare che ne è conseguita ha permesso di trovare nella casa del bracconiere quattro voliere tutte abusive, piene di uccelli appartenenti a specie protette privi di anello identificativo inamovibile, obbligatorio per legge, e fascette di riconoscimento. Anche in questo caso gli animali sono stati liberati.

L’ecatombe di animali si è però purtroppo ripresentata in un’ altra operazione condotta nella serata di ieri. Nel Comune di Collio (BS), in località “pantaghino” è stato sorpreso un ennesimo bracconiere con n. 55 pettirossi morti, n. 81 archetti, n. 32 trappole, n. 172 lacci e n. 1 trappola per volpi.

Il tutto, commenta il Corpo Forestale, in pieno anno dedicato alla biodiversità del pianeta.

Lo speciale Nucleo del Corpo Forestale dello Stato, comandato dal Vice Questore Isidoro Furlan, sta operando in questi giorni in una delle zone più difficili del bracconaggio italiano. Nelle valli bresciane, vero e proprio collo di bottiglia nella rotta degli uccelli migratori, sono presenti infatti numerosi bracconieri che attentano, nel più totale disprezzo della legge, alla vita di specie spesso protette della legge. Gli animali, catturati con trappole dolorosissime, se trovati ancora vivi vengono uccisi schiacciandoli con le mani o sbattendoli in terra. Spellati spesso in loco servono poi alla polenta e osei, grazie anche alla complicità di alcuni ristoranti che alimentano in tale maniera un vero e proprio indotto economico illegale anche sotto il profilo delle leggi sanitarie. Il Reparto speciale del Corpo Forestale dello Stato opera nell’ambito dell’ “Operazione Pettirosso 2010”, proprio a voler ricordare una delle specie particolarmente colpite dal bracconaggio nonostante, per legge, risulti “particolarmente protetta”.

Approfondimenti sull’ “Operazione Pettirosso 2010” sono disponibili in homepage di www.geapress.org accedendo allo speciale “Alert – la natura sta colando”.

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