mako
GEAPRESS – Uno squalo “Mako” di pochi giorni di vita è morto nelle reti da pesca. A darne comunicazione è la Riserva Marina protetta che sottolinea come si tratti di un animale non molto diffuso.

Il ritrovamento è avvenuto proprio nelle acque della Riserva. Lo squalo Mako (Isurus oxyrinchus), lungo circa mezzo metro era accidentalmente finita nella rete che, stante la stessa comunicazione della Riserva, era legale ed autorizzata. Si trattava di una femmina.

La specie, presente nel Mediterraneo, non è però molto diffusa e la sua presenza è in diminuizione.

Il Mako è una delle poche specie di squalo che, come il “cugino” Squalo bianco, è in grado di saltare fuori dall’acqua anche oltre la lunghezza del proprio corpo. Salti fino a sei metri dalla superficie. La sua dieta è tipicamente costituita da calamari, totani, tonnetti, sgombri, ma può attaccare anche pesci spada e tonni adulti. E’ un ottimo nuotatore per lunghe distanze. Le femmine  possono raggiungere i tre metri di lunghezza.

La presenza dello squalo Mako nel mare del Parco testimonia ancora una volta l’ottima salute delle acque e degli  habitat pelagici- osserva Roberto Sandulli, professore di Zoologia e Biologia marina presso l’Università Parthenope di Napoli –  Peccato che questo ‘piccolo’ sia rimasto intrappolato accindentalmente nella rete da pesca e che non sia stato possibile salvarlo”.

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