GEAPRESS – Presi uno ad uno con i lunghissimi palangari da dove ciondolano le lenze con i mortali ami. Il tonno muore così. Preso ormai in qualsiasi periodo dell’anno. Sempre più raro e sempre (tonno più tonno meno) per l’industria conserviera, specie giapponese.

La Squadra Nautica della Questura e la Sezione Operativa della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Palermo l’avevano atteso, la scorsa notte, all’entrata del porto di Balestrate (PA). Ancora un porto minore per i loschi traffici. Il motopesca è entrato in porto lentamente ed a luci spente. Ad attenderlo un furgone, anch’esso a luci spente. In tutto seicento chilogrammi del sempre più raro tonno rosso, per buona metà sotto misura. Ad ogni modo prelevato da una imbarcazione non autorizzata per questo tipo di pesca.

Denunciati due uomini, mentre tutto il pescato è stato sequestrato. A questi 600 chilogrammi se ne devono aggiungere altri 400 sequestrati dalla Guardia di Finanza nei pressi di Palermo. Anche per questi si era utilizzato un porto minore. Una tonnellata di illegalità. In una sola città ed in poche ore. Anzi di più di una tonnellata perché, sempre recentemente, un’altro sequestro era avvenuto a Porticello (PA), non abilitato allo sbarco del tonno.

Ma ad andare a ritroso non si finisce più, come per il bianchetto (novellame di sarda). Centinaia di chili sequestrato un po’ ovunque. L’ultima operazione al largo di Amendolara (CS). Ad intervenire, poche ore fa, la Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro. Cento metri di rete sequestrata e ben 15 chili di novellame. Solo pochi giorni addietro, e sempre dalla stessa Capitaneria, oltri 140 metri di rete sequestrata e dieci chili di novellame.

Una sequenza infiniti. Un mare di illegalità. Speriamo che il Governo, ed il Ministro Galan (vedi articolo GeaPress)  sappiano potenziare i controlli. L’impressione che si ha, è che questo sia solo la punta di un iceberg. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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