GEAPRESS – Oltre due chili di corallo rosso, Corallium rubrum, sono stati sequestrati dell’Ufficio delle Dogane presso il porto di Trapani. Ad intervenire anche il Nucleo Operativo Cites del Corpo Forestale dello Stato. Il corallo era stato nascosto all’interno di un’autovettura condotta da un cittadino tunisino, sbarcato dal traghetto proveniente da Tunisi.

Il corallo ritrovato era di tipo “grezzo” ovvero ancora non lavorato. Il prezzo al chilo avrebbe potuto raggiungere cifre prossime ai duemila euro. Molto di più, invece, una volta lavorato. Non è escluso che il corallo rosso ora sequestrato a Trapani, possa essere stato raccolto nei fondali dell’Algeria. In Sardegna, ma anche nella non lontana Tunisia, (luoghi storici di raccolta) il corallo rosso è ormai molto raro da rinvenire. In Algeria, ampiamente depredato, si rinviene in fondali prossimi ai cento metri. In Tunisia, per altro, sono stati proprio i raccoglitori italiani ad estirparne grosse quantità.

Un fatto, questo, che dovrebbe imporre una ferrea protezione a livello internazionale, ovvero le massime misure previste dalla Convenzione Internazionale di Washington sul commercio di specie protette e minacciate d’estinzione. Purtroppo, il bando totale dei commerci, avanzato da numerosi paesi, tra cui gli USA, viene continuamente contrastato dalle autorità italiane, molto sensibili ai richiami delle associazioni di settore.

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