(GEAPRESS) – A poche ore dall’apertura del meeting della Commissione Baleniera Internazionale, che si terrà ad Agadir in Marocco dal 21 al 25 giugno, sembrano delinearsi scenari sempre più preoccupanti per il futuro delle balene.

Le lobby dei paesi cacciatori, che ricordiamo comprendono, oltre al Giappone, anche la Norvegia e l’Islanda (prossimo paese dell’Unione Europea) hanno fatto breccia in molti paese membri della Commissione. Se da un lato l’amministrazione Obama avrebbe ceduto ai pessimi consigli ereditati da Bush, ossia di aprire la caccia commerciale alla balena, anche sul fronte dell’Unione Europea le cose non sono messe bene. Il problema di base, infatti, è quello che al di là di intenti e prese di posizioni comuni, l’Unione Europea non è presente in quanto tale. Ogni Stato membro ha un suo rappresentante ed in genere, come successo al recente meeting della Commisione Scientifica Cites tenutosi a Doha in Dubai lo scorso marzo, quando non vi è uniformità di intenti, i vari rappresentanti si astengono, favorendo, così, anche le posizioni più oltranziste filo caccia. Il tonno atlantico cadde in parte in questa trappola, ed il tonno rosso ne pagò le successive conseguenze.

Ritornando alle balene, nell’ Unione Europea grava la presa di posizione della Danimarca, possibilista verso la caccia in nord atlantico. Il rischio è che si possa arrivare ad una astensione funzionale al venir meno della moratoria della caccia se non per fini scientifici. Era questa, infatti, la scusa con la quale le baleniere hanno cacciato in questi anni. Secondo recenti indiscrezioni parrebbe starsi consolidando la proposta redatta nei lavori della Commissione antecedenti al meeting ossia di consentire la caccia per fini commerciali ma riducendo il numero delle balene uccise. In pericolo è anche il santuario antartico, che rischia di trasformarsi in una sorta di balena take away. I prossimi giorni saranno cruciali.(GEAPRESS).