GEAPRESS – Nella riunione in corso a Parigi dell’ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas) è arrivata una singolare proposta della delegazione giapponese. Prima di parlare della proposta, giova appena ricordare come proprio i giapponesi rappresentino la quasi totalità degli acquirenti di tonno rosso oltre al fatto che prima della nefasta decisione della Convenzione di Washington (CITES) che ha negato il massimo grado di protezione al tonno (ovvero il bando del commercio) i nipponici invitarono gli altri delegati (appena la sera prima della votazione) a mangiare …tonno!

Detto ciò, eccoci ora a Parigi. Le notizie filtrano, malgrado il rigido riserbo. I giapponesi sarebbero ora disposti a bloccare le importazioni di tonno rosso se provenienti da paesi che non rispettano le quote di pesca. Se ad esempio le 13.500 tonnellate concesse all’Italia nel 2010, venissero superate (come sicuramente è stato) dalla pesca di frodo, i giapponesi bloccherebbero le importazioni dal nostro paese.

Detta così la cosa lascerebbe anche contenti, visto che il nostro paese, assieme a buona parte degli altri paesi UE del Mediterraneo, di ridurre le quote di prelievo, non ne vuole proprio sapere (vedi articolo GeaPress). Di contro vi sono però due insidiosi pericoli.

Il primo è l’allentamento dei controlli sulla pesca di frodo. E’ già successo e ben documentato dalla trasmissione di Rai 3  Report. Tra l’altro i giapponesi gestiscono nel mediterraneo i gabbioni ove vengono rinchiusi i tonni rastrellati. Servono più marinerie, anche del nord Africa, le quali faranno man bassa dello stesso tonno nel caso bloccato ai pescatori italiani.

Il secondo aspetto sono le scorte di tonno rosso surgelato. La  Mitsubishi, colosso industriale anche del tonno rosso, ne ha conservate intere montagne. Una regola fondamentale dell’economia  è quella di non inflazionare il mercato, per non fare scendere i prezzi. Per almeno due anni la Mitsubishi potrebbe fare a meno di nuovi prelievi e questo, forse, potrebbe spiegare l’incredibile rimprovero proveniente dal primo predatore mondiale di tonno rosso al quale anche l’Italia cede il suo patrimonio marino. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).