GEAPRESS – Proprio ieri GeaPress (vedi articolo) aveva diffuso la notizia di un pescatore sportivo che durante le vacanze, volendo pescare tonno rosso, aveva invece ucciso uno squalo, peraltro appartenente ad una specie di nulla pericolosità per l’uomo.

Nei giorni scorsi, basta guardare nella sezione “mare” di GeaPress, avevamo altresì dato notizia dei numerosi interventi della Guardia Costiera in difesa del mare ed in particolare degli interventi di repressione della pesca di frodo del tonno rosso.

Già la Guardia Costiera de La Maddalena, Santa Teresa Gallura e Palau (OT), nello scorso agosto era intervenuta svelando un panorama di diffusa illegalità che danneggiava non solo il mare ma anche, più direttamente, chi invece lavora nel rispetto delle regole, oltre che, ovviamente, del consumatore.

I militari, su disposizione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto e della Direzione Marittima di Olbia, erano infatti intervenuti con controlli a tappeto presso centri di distribuzione al dettaglio ed all’ingrosso. Preoccupante in modo particolare l’apporto di pescato, e tonno rosso in particolare, da parte di pescatori sportivi.

La pesca abusiva di specie pregiate quali il tonno rosso – aveva dichiarato il Comandante della Capitaneria di Porto Fabio Poletto – finisce di sovente per essere smerciata nei ristoranti o grosse rivendite della nostra costa, mancano tutti i requisiti di legge quali i controlli sull’ igiene e salubrità sul pescato”. Secondo il Comandante si palesava un danno considerevole anche sotto il profilo erariale, oltre che all’immagine dell’ industria turistica regionale e locale, causato da persone spregiudicate ed avide di soldi.

Presso un ristorante poi verbalizzato per 5.200 euro, veniva rinvenuto un quintale di pesce pregiato di ignota provenienza, tra cui 50 kg di tonno rosso. In un altro ristorante venivano invece rinvenuti e sequestrati prodotti della pesca sportiva tra cui 5 kg di tonno rosso.

Mancanza di rintracciabilità anche per il pescato esposto da una pescheria, mentre per un pescatore sportivo, colto con le mani nel sacco (ovvero con un tonno rosso di 110 kg) sono state contestate 4000 euro di sanzione. Stessa sorte per altro personaggio trovato in possesso di dentici per un peso di tre volte superiore al consentito. Al centro dell’operazione anche la vendita di pesce meno pregiato spacciato come specie più ricercata.

Ieri un’altra buona notizia.

I militari, questa volta, hanno rintracciato presso una pescheria di gallurese, sanzionata con 4000 euro, tonno rosso venduto senza il B.C.D. (Bluefin Catch Document), obbligatorio per la commercializzazione dello stesso. Stessa sanzione per due ristoranti che rivendevano tranci e filetti di tonno rosso privo di documentazione. La mancanza di etichettatura sui prodotti è invece costata una sanzione di 1166 euro per altri due ristoranti. In ultimo, ancora una volta, un pescatore sportivo, sanzionato per avere omesso di compilare più volte la dichiarazione di cattura del tonno rosso.

In totale, solo negli ultimi giorni, oltre 22333 euro di verbali amministrativi e circa 300 kg di prodotti ittici, per la metà Tonno Rosso. Dall’inizio della stagione estiva sono circa 60.000 euro di verbali amministrativi e circa 550 kg di pescato sequestrato. Ovviamente, promettono dalla Guardia Costiera, i controlli proseguiranno.

L’APPELLO DEL COMANDANTE

L’attività di indagine della Capitaneria sta evidenziando un territorio sempre più vasto e semisommerso ove esiste un commercio diffuso di tonno rosso pescato in maniera del tutto abusiva da pescatori sportivi per poi essere venduto, sotto banco, a ristoratori e pescherie. Secondo il Capitano di Fregata Fabio Poletto “ E’ impensabile che a fronte di iniziative di tutela sempre più importanti e cogenti del tonno rosso, sia comunitarie che nazionali, vi sia d’altro canto nel nostro territorio tutta una serie di soggetti locali che lucrano e guadagnano proprio su questa particolare situazione di sofferenza della specie . Mi rivolgo a chi ha veramente a cuore il futuro e la salvaguardia della nostra regione e dei nostri mari affinché si faccia parte attiva per tutelare il territorio e le specie che in esse vi dimorano. Non possiamo pensare che per l’avidità e la cupidigia di pochi tutta la collettività debba pagare un tributo così grande. Oggi tocca al Tonno Rosso, domani quante altre specie saranno destinate a scomparire ?” Per il Comandante, infatti, “finché prevarrà il guadagno immediato e l’avidità personale corriamo il serio rischio di non rivedere definitivamente più tale magnifico esemplare ittico nei nostri mari”. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).