GEAPRESS – Al Tokio Metropolitan Central Wholesale Market, più semplicemente il  colossale mercato del pesce Tsukiji di Tokio , è stato venduto all’asta un tonno rosso  di 342 chilogrammi per 32milioni49mila yen.
A comprarlo  congiuntamente i gestori di un ristorante di lusso di Ginza e  di una catena di sushi di Hong Kong.
Era stato pescato l’altro ieri al largo di Toi, col palangaro*. All’asta erano in vendita ben 530 esemplari di tonno rosso.

Il Giappone consuma l’80% del tonno pescato nel mondo, usandolo  soprattutto per produrre  sushi; dall’Italia il Giappone acquista quasi il 90% del pescato, almeno 100milioni di euro il fatturato (stima 2007).
In Cina, invece, il piatto (piatto?) tradizionale giapponese è una nuova tendenza, questo potrebbe spiegare la partecipazione dei cinesi all’asta e la lievitazione del prezzo di vendita.
La precedente asta record si riferiva da un povero tonno di 200 chili venduto a185mila euro (20milioni di yen).

Il tonno rosso rischia di estinguersi totalmente entro il 2012.
Intanto l’UE finanzia l’estinzione del tonno rosso, elargendo sussidi alle flotte di pescherecci dediti alla loro cattura.
Lo scorso anno l’eurodeputato verde Raul Romeva i Rueda in una interrogazione al  Commissario per la pesca, Joe Borg, metteva in evidenza come la stessa UE finanzia la pesca al tonno rosso: dal 2000 al 2008  oltre 34milioni500mila euro di sussidi. I sussidi comunitari sono andati  quasi per il 50% alla Spagna, poi alla Francia e all’Italia, a Cipro, a Malta e alla Grecia.
Contemporaneamente l’UE avrebbe deciso anche il depotenziamento delle flotte: ossimoro non letterale, ma reale!

La morte nella tonnara raccontata da un tonno:
E’ da almeno l’anno mille che veniamo sterminati nelle tonnare. 
Difficile capire, quando rimani intrappolato nella prima “camera”,  che sei incappato in una trappola.
Seguono altre “camere”,  chilometri  di reti, immobili sul fondo marino.
Camere dopo camere, impensabili per noi abituati alle immensità marine.
Per altri animali si chiamano gabbie, impensabili anche per loro abituati all’immensità del cielo o della terra.
Siamo sospinti ad avanzare. Certo i metodi non sono gentili! Gli arpioni ci feriscono ovunque.
Un passaggio obbligato è detto “camera  d’oro”, ma non c’è niente che luccica; qualcuno ha sentito chiamarla anche anticamera della morte.
Siamo sanguinanti per le ferite degli arpioni, sostiamo qui perché qualcuno ci valuta e ci vende.
Qualche tonno ha sentito dire che  è stato scelto il Santo che proteggerà le operazioni. Quali operazioni? A cosa serve il Santo?
Quando arriviamo all’ultima “camera”, quella della morte, la rete ha anche un fondo, non c’è via di scampo.
Sono prigioniero con molti altri.
Veniamo sollevati, portati a pelo d’acqua, intanto lo spazio diventa sempre più stretto, siamo tutti ammassati.
Siamo circondati da una moltitudine di barche. Gli umani gridano ed inizia la strage!
Noi ci dibattiamo, sempre con minori forze, loro ci arpionano in tutto il corpo, il mare diventa rosso.
E’ una mattanza: siamo sterminati!
(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

*Il Palangaro è un lunghissimo  cavo principale “armato” con molti ami. Può essere lungo chilometri ed è uno dei sistemi di pesca più pericolosi per l’habitat marino. I tonni, ma anche i pesci spada, possono rimanere infilzati per giorni.