GEAPRESS – I controlli delle Forze dell’Ordine, al fine di reprimere la vendita di pesce il cui prelievo in mare è vietato, vengo spesso eseguiti nelle pescherie. E’ successo ieri a Palermo dove personale di terra della Squadra nautica della Questura ha notato a due passi dal Tribunale della città, una fiat Tempra SW, dalla quale venivano scaricati numerosi sacchi neri.

Si trattava di un cospicuo carico di novellame di sarda, il cui prelievo è per l’Italia bandito dalle disposizioni comunitarie. Al sopraggiungere della Polizia, il pescato veniva fatto velocemente sparire, tanto che il guidatore del mezzo veniva trovato in possesso di appena 4 chilogrammi di novellame. L’immediato controllo nella pescheria, permetteva però di rintracciare non solo il pescato che era stata occultato, ma anche due Tonni rosso sottomisura e senza certificazione, sistemati nella cella frigorifera. Il titolare della pescheria non forniva alcun chiarimento sulla provenienza del tonno. Sia il guidatore che il titolare della pescheria sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria rispettivamente per il reato di trasporto ittico di genere vietato e per la detenzione del tonno di taglia inferiore al consentito (lettera c, art. 15, legge n. 963 del 1965).

A Rossano Scalo, la Guardia Costiera di Corigliano Calabro (CS) ha, invece, provveduto al sequestro di dodici chilogrammi di novellame di sarda, esposta alla vendita in una pescheria. Dall’inizio dell’anno la Guardia Costiera della Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro ha sequestrato 122 chilogrami di novellame. 

E ancora, a Portopalo di Capo Passero (SR) la Capitaneria di Porto di Siracusa ha sequestrato novellame di triglia, nel corso di un controllo sulla filiera della pesca. Le triglie erano state poste in vendita nonostante ne sia vietata pesca, detenzione e commercializzazione. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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