(GEAPRESS) – Sono 85 i porti italiani che dal 1 marzo 2010 al 28 febbraio 2011 sono autorizzati allo sbarco del tonno rosso. Molti di più, invece, sono quelli dello sbarco illecito, sia di tonno rosso che di pesce spada. Le vie utilizzate dai pescherecci sono infinite. Alcune marinerie, soprattutto del sud Italia, pagano pescatori di piccole isole.

Raccolto il pescato depositato nelle spiagge, provvedono ad occultarlo dentro dei camion e rientrare così tramite un normale traghetto di linea. E’ successo ad esempio,  nelle isole Eolie (ME).

In altri casi, invece, il peschereccio di un porto non autorizzato da appuntamento ai propri trasportatori nei pressi di un approdo secondario. Pochi giorni addietro è capitato a Tonnara di Amantea(CS) dove la Capitaneria di Porto di Cetrato(CS) ha bloccato due camion di Bagnara Calabra(RC) che avevano appena caricato il pescato sotto misura prelevato da pescherecci della stessa Bagnara. Si erano dati appuntamento in un’altra provincia.

In altri casi ancora, come a Porticello (PA), si evitano i porti autorizzati sbarcando direttamente nel molo, facilmente controllabile da interventi della Capitaneria. Trattasi di marinerie spesso di altri approdi che evitano così il controllo dei porti autorizzati. Il pesce viene venduto in loco.

In questo periodo, particolarmente ambiti sono i tonni rossi, spesso sotto taglia, ed i pesce spada. Il tutto grazie anche alla moda, scoppiata in questi anni, di mangiare carne di pesce spada o tonno, cruda o appena marinata. Un’indecenza, anche igienica, che sta dando il colpo di grazia alle già depauperate popolazioni ittiche dei nostri mari. (GEAPRESS).