tonno
GEAPRESS – Intervento nella serata di ieri dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Termini Imerese (PA)  scaturito dopo che i militari della Guardia Costiera avevano monitorato i movimenti all’interno ed all’esterno del porto di un natante.

Intorno alle ore 23.00 veniva infatti notato un peschereccio poco fuori l’area portuale; il natante era fermo ed a luci spente. Veniva così disposto l’intervento dell’unità navale della Guardia Costiera la quale, dopo aver riscontrato l’assenza di autorizzazioni, si è diretta fuori dal porto scorgendo due piccoli galleggianti ai quali erano stati legati i corpi di due grossi Tonni rossi. Il peso complessio del pescato era di circa 350 chilogrammi.

Recuperati i tonni, l’unità navale faceva rientro in porto, ma ad attendere l’equipaggio sulla banchina di ormeggio vi era un gruppo di 15 persone, visibilmente irritate  che, con veemenza, manifestavano il loro disappunto sull’attività  posta in essere dai militari e i continui controlli a cui sottoponevano i pescatori.

I tonni recuperati, sottolinea l’Ufficio Circondariale Marittimo di Termini Imerese, senza l’intervento repressivo sarebbero probabilmente stati ceduti dietro corrispettivo  a ciascun componente del gruppo, tutti rigattieri. Questi si sarebbero successivamente preoccupati di piazzarlo sul mercato e ricavarne un profitto. Pertanto l’attività repressiva dei militari aveva comportato loro un mancato guadagno.

I rigattieri dapprima proferivano frasi oltraggiose nei confronti dei militari e successivamente li aggredivano con calci e pugni.

Durante l’aggressione uno dei militari riusciva ad allertare telefonicamente la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Termini Imerese, che immediatamente inviava nell’area portuale la pattuglia del dipendente N.O.R.M. – Aliquota Radiomobile impiegata in servizio perlustrativo.

Alla vista dei militari dell’Arma il gruppo di aggressori si davano a precipitosa fuga, ma, dopo un breve inseguimento tra le banchine i Carabinieri riuscivano ad intercettarne e a bloccare quattro rigattieri due dei quali già noti. Tutti e quattro sono così stati tratti in arresto con l’accusa di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale aggravato in concorso, oltreché lesioni personali dolose in concorso, poiché venivano da subito riconosciuti dal personale dell’Ufficio Territoriale Marittimo come coloro che gli avevano colpiti. Per i quattro, espletate le formalità di rito, veniva disposta la traduzione agli arresti domiciliari presso le proprie abitazioni, a disposizione rispettivamente dell’Autorità Giudiziaria di Termini Imerese.

Nella colluttazione due militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo riportavano lesioni dolose; trasportati presso il locale Pronto Soccorso venivano giudicati guaribili, a seguito dei traumi riportati, in 7 e 2 giorni.

Solo il tempestivo intervento dei militari dell’Arma ha impedito che si consumasse un vero linciaggio, favorito dalla disparità di forze in campo.

Quanto successo, riporta l’Uffico Circondariale Marittimo di Termini Imerese, ha permesso di evidenziare lo spirito di estrema collaborazione esistente a tra le forze di Polizia.

Nel corso della mattinata, durante il giudizio con rito per direttissima tenutosi presso il Tribunale di Termini Imerese, gli arresti venivano convalidati e tutti venivano sottoposti all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria in attesa del giudizio.

L’intervento di ieri sera è scaturito a seguito di un  mirato servizio di controllo disposto dallo stesso Ufficio Circondariale Marittimo di Termini Imerese (PA). Un fenomeno, quello delle pesca ilegale del Tonno rosso, che secondo lo stesso Uffico si presenta particolarmente diffuso nella zona nonostante nel porto di Termini Imerese non vi siano pescherecci autorizzati con contingenti di cattura (quote tonno). Una irregolarità punita con una sanzione amministrativa di 4.000 euro.

Nonostante ciò, sempre ad avviso dell’Arma dei Carabinieri,  molti sono  pescatori ancora dediti alla pesca del tonno rosso. Altrettanti numerosi sono inoltre i rigattieri che acquistano quantità di tonno rosso illegalmente pescato, per poi rivenderlo abusivamente lungo le vie del centro abitato ed incentivando, in tal maniera, il commercio illegale. Il mancato rispetto delle norme sulla tracciabilità genera inoltre violazioni in materia igienico-sanitaria, evasione fiscale e danno economico per chi esercita la pesca nell’ambito delle autorizzazioni di legge.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati