tartaruga Caretta caretta
GEAPRESS – Oggi si celebra il World Sea TurtleDay, una giornata dedicata alle tartarughe marine e alla loro importanza per l’ambiente marino. La data del 16 giugno è stata scelta in omaggio al professor Archie Carr grande studioso di questi animali, nato appunto il 16 giugno 1909. E proprio in occasione di questa giornata i due progetti italiani finanziati dalla Commissione Europea TARTALIFE e LIFE CARETTA CALABRIA, finalizzati alla conservazione delle tartarughe nelle acque italiane, uniscono le loro forze per sensibilizzare l’opinione pubblica sui principali rischi che ne minacciano la sopravvivenza.

Ogni anno nel Mediterraneo sono oltre 130mila le tartarughe marine Caretta caretta che rimangono vittime di catture accidentali da parte dei pescatori professionisti. Circa 70mila abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre 40mila restano intrappolate nelle reti a strascico e circa 23mila in quelle da posta per un totale di 133mila catture con oltre 40mila casi di decesso. Numeri impressionanti e, secondo gli esperti, decisamente sottostimati: considerando in questo calcolo tutti i pescherecci comunitari e le migliaia di piccole imbarcazioni da pesca che operano nei paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo, la stima sarebbe di circa 200mila catture e 70mila decessi.

Negli ultimi anni la conservazione della Caretta caretta, la specie più comune nelle nostre acque inserita nella Direttiva Habitat e protetta da numerose Convenzioni internazionali, ha assunto un aspetto strategico per il bacino Mediterraneo. I pericoli principali per la conservazione della specie sono rappresentati dalle catture accidentali attuate dalla pesca professionale, dal traffico marittimo, dall’ingestione di plastica, dal degrado e urbanizzazione delle coste con conseguente danneggiamento dei siti di nidificazione e altro ancora.

Le attività condotte dai due progetti nei primi due anni di attività stanno fornendo informazioni estremamente utili sulla specie e sulle possibili misure di gestione. In particolare i dati di cattura, le interviste con i pescatori e l’aumento degli interventi dei Centri di Recupero lungo le coste italiane, descrivono una situazione sempre più allarmante.

I dati raccolti parlano di decine di migliaia di eventi di cattura per ogni anno nelle sole acque italiane e testimoniano la necessità di arginare le catture accidentali, fenomeno che determina il ferimento o l’uccisione di molti individui e ostacola la conservazione della specie, in preoccupante declino nel Mediterraneo. Fattore fondamentale per il buon esito delle attività sarà proprio la collaborazione e la formazione dei pescatori.

Il progetto TartaLife e il progetto LIFE Caretta Calabria intendono sensibilizzare il grande pubblico sulle principali problematiche che affliggono la conservazione delle tartarughe marine e sulle misure sviluppate nei due progetti: dalla pesca, con la riduzione delle catture accidentali effettuate con palangari, reti a strascico e reti da posta, alla diminuzione della mortalità post cattura, attraverso il rafforzamento dei centri di recupero e la formazione dei pescatori e degli operatori dei centri, sino alla tutela delle aree di nidificazione, che devono essere protette dai fenomeni di erosione costiera, dalla pulizia meccanica degli arenili, e dove è necessaria, la promozione di un turismo attento e di una governance in armonia con una corretta gestione costiera.

Gli eventi, in occasione del TartaDay, prevedono una campagna di sensibilizzazione attraverso le pagine Facebook Tartalife e Caretta Calabria, ove sarà possibile inviare una propria foto recante un messaggio a favore della conservazione delle tartarughe. Visite presso i centri di recupero che operano su tutta la penisola, dall’Emilia Romagna alla Sicilia passando per la Puglia, la Sardegna e la Calabria. E, naturalmente, la liberazione delle tartarughe riabilitate.

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