pescato
GEAPRESS – Un problema che non acccenna a diminuire. E’ quello dell’uso di bombe nella pesca di frodo, ripetutosi anche nella serata di ieri nel Mar Grande di Taranto.

Numerosi cittadini, allarmati dalle violente esplosioni, hanno fatto pervenire numerose telefonate alla Sala operativa delle varie Forze di polizia, nonchè della Guardia Costiera di Taranto che a questo proposito sottolinea come nelle notti scorse sono state diverse le telefonate  di cittadini indignati. Un fenomeno, quello della pesca di frodo con materiale esplodente, che crea oltretutto un forte allarme sociale.

Reprimere il fenomeno non è però così semplice come sembra. Ad essere impiegati sono ordigni molto potenti, fabbricati in modo artigianale, che vengono lanciati in mare da una unità che velocemente si dilegua. Complici a bordo di altre imbarcazioni provvedono a fare veloce razzia del pesce rimasto ucciso. Il tutto si realizza in poco tempo e nelle ore notturne.

La Guardia Costiera sottolinea come il danno provocato all’ambiente marino con tale tipo di attività illecita è quasi incalcolabile, perché a fronte di un facile e rapido bottino, si distrugge ogni forma di vita anche a notevole distanza dal luogo dell’esplosione. L’intervento condotto la notte scorsa dalla Guardia Costiera è sostanzialmente andato buon fine. Per bloccare i bombaroli è stata utilizzata una unità navale della Guardia Costiera opportunamente occultata in prossimità del tratto di  costa. Favorita dall’oscurità è riuscita a sorprendere l’unità con a bordo i complici che stavano recuperando il bottino. Si tratta, riferisce sempre la Guardia Costiera di due noti pregiudicati tarantini.

Il pescato  a bordo dell’unità fermata, pari a circa un quintale, è stato sottoposto a  sequestro penale, mentre i due individui sono stati denunciati alla locale Autorità Giudiziaria, costantemente informata dell’evolversi dei fatti, per cattura di prodotto ittico frutto della pesca con materiale esplodente.

Subito dopo l’unità della Guardia Costiera ha individuato una seconda imbarcazione. Intimato l’alt ai due membri dell’equipaggio, si è però avuta la fuga degli stessi. Ne è scaturito un inseguimento in mare conclusosi nel Mar Piccolo dove l’unità con a bordo i due individui è stata intercettata e bloccata dal mezzo della Guardia Costiera. Entrambi i soggetti sono stati quindi denunciati alla locale Autorità Giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale.

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