GEAPRESS – Era tutto novellame, ovvero pesce in età giovanile, quello sequestrato dalla Capitaneria di Porto di Taranto ad un peschereccio sorpreso in località Gandoli della litorale salentina. Bel 15 chilogrammi di pesce appartenente a diverse specie che, una volta cresciuto, avrebbero costituito interi banchi. Cosa ancora più grave è stato però il rinvenimento all’interno della rete a strascico di ben 30 chili di Posidonia. Si tratta di una vera e propria pianta che caratterizza i fondali del mediterraneo. Le praterie di posidonia, costituiscono delle vere e proprie nursery per il pesce oltre che un ambiente unico chi si rinviene, oltre che nel mediterraneo, solo nei mari meridionali dell’Australia.

Il peschereccio, in pratica, aveva calato la rete a strascico nel bel mezzo dell’estensione della posidonia, arrecando un danno gravissimo all’ecosistema marino. Per questo la Guardia Costiera ha provveduto, oltre al sequestro della rete e 4000 euro di sanzione amministrativa per il comandante, anche al deferimento di quest’ultimo all’autorità giudiziaria a seguito della cattura non consentita del novellame ed il danneggiamento della prateria di posidonia. In aggiunta l’applicazione del recente decreto legislativo del 9 gennaio 2012 che prevede la decurtazione dei punti dalla licenza di pesca.

Per il pesce, una bella notizia. Era tutto ancora in vita. La Guardia Costiera ha così disposto l’immediata reimmissione in mare.

Un nuovo successo, dunque, della Capitaneria di Porto di Taranto la quale sottolinea la continua collaborazione da parte di chi segnala questi illeciti. Un segnale, dicono dalla Capitaneria, della fiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni oltre che la consapevolezza di potere così preservare un patrimonio inestimabile per le future generazioni.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati