GEAPRESS – Ancora sequestri nel mare di Taranto. Ad operarli la Guardia Costiera della Capitaneria di Porto, la quale, in due diverse operazioni, ha sequestrato, tra ieri ed oggi, ben 6300 ricci di mare. Ancora una volta, per questo fenomeno, si riscontra la presenza di pescatori di frodo della provincia di Bari. Puglia e non solo, visto che per questo tipo di pesca i baresi si spingono fino alle Marche, mentre più volte sono stati segnalati anche nel Tirreno.

In località “Torre Ovo” il primo sequestro, operato nella giornata di ieri. 1300 ricci e duemila euro di sanzione. In più il sequestro, oltre che dei ricci (ancora vivi e per questo liberati in mare) anche dell’intera attrezzatura subacquea. Oggi invece il nuovo intervento in località “le Conche” nel Comune di Lizzano. In questo caso 5000 ricci, anch’essi sequestrati e liberati, più quattro bombole e due erogatori. Per i due subacquei una sanzione di 4000 euro.

L’attività della Guardia Costiera è continuata  nel Mar Grande di Taranto dove veniva fermato un motopesca ed operato un maxisequestro di 130 chili di bianchetto (novellame di sarda). Era contenuto in 31 casse di polistirolo. Il pescatore è stato deferito all’Autorità Giudiziaria, mentre il pescato è stato sottoposto a sequestro penale.

Quest’anno l’Italia non ha avuto autorizzata dall’Unione Europea alcuna quota di prelievo in mare di bianchetto. Viene pescato con reti molto fitte le quali, di fatto, rastrellano tutto quanto incontrano nel loro tragitto. La pesca del bianchetto (non a caso chiamato in alcune zone “neonata”) depreda il mare di una compente fondamentale della catena alimentare. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

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