GEAPRESS – L’aveva in parte esposto nel bancone ed in parte conservato. Il tutto in una pescheria del Mercato Fandini, a Taranto. I tranci erano venduti al prezzo del pesce spada, così come indicato nel bancone, ma si trattava di uno squalo, esattamente lo Smeriglio, detto anche “vitello di mare”. Squalo un tempo comune, specie nel mar adriatico, ma le cui popolazioni sono oggi molto ridotte soprattutto per l’intensa pesca ad uso alimentare dove, spesso, viene spacciato per pesce spada o con il fuorviante nomignolo di “vitella di mare”.

Ad accorgersene i militari della locale Capitaneria di Porto. La frode (reato per il quale è stato denunciato il venditore) era tanto palese dal momento in cui nella fattura di vendita era correttamente indicato il termine di “pesce smeriglio”. Il pesce spada, però, c’era davvero, sebbene in altro punto vendita e sempre in forma abusiva. Si trattava, infatti, di novellame di pesce spada, ovvero animali pescati illegalmente perchè sotto misura.

In collaborazione con il  NAS dei Carabinieri, la Guardia Costiera di Taranto provvedeva, inoltre, al sequestro di ben cinque tonnellate di molluschi bivalvi (cozza nere) tenuti  in pessimo stato di conservazione e senza alcun documento sulla rintracciabilità del pescato. Il sequestro ha riguardato due diverse ditte una delle quali utilizzava 1300 metri quadrati di terreno demaniale per le spedizioni dei molluschi. Ovviamente non aveva alcuna autorizzazione all’uso dei luoghi. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).