GEAPRESS – Nel corso dei normali controlli di perlustrazione del tratto di mare di competenza, la Capitaneria di Porto di Taranto ha avvistato, nella rada del porto, un giovane squalo elefante. L’animale, completamento innocuo per l’uomo, si nutre esclusivamente di plancton. Lungo circa 5 metri, da adulto può raggiungere i dieci metri ed un peso prossimo alle cinque tonnellate. Il nome di “elefante” deriva proprio da una catteristica morfologica dei giovani che hanno il muso molto allungato simile ad una proboscide. Per trovare sempre adeguate quantità di cibo, spiegano alla Capitaneria di Porto di Taranto, lo squalo elefante compie lunghe migrazioni stagionali, spostandosi in acque più fredde in primavera ed estate.

Purtroppo questi animali rimangono con un certa frequenza impigliati nelle reti da posta. Si tratta di reti enormi che vengono spesso lasciate libere di fluttuare.

Al fine di reprimere gli illeciti compiuti in mare, la Capitaneria di Porto di Taranto ha in queste ore sequestrato dieci chili di bianchetto (novellame di sarda). Ad intervenire i militari dell’apposito Nucleo Operativo Difesa Mare istituito presso la stressa Capitaneria. Un altro intervento, purtroppo ricorrente anche per la città di provenienza dei pescatori di frodo, ha portato al sequestro di ben 1800 ricci di mare prelevati da due uomini di Bari. Ai due sono stati elevati 2000 euro di sanzione ed è stata altresì sequestrata tutta l’attrezzatura.

In una pescheria cittadina, i militari della Capitaneria rinvenivano, inoltre, dodici chili di moscardini (piccolo mollusco cefalopode) posto in vendita con l’indicazione del ben più costoso polpo. I moscardini vivono nei fondali sabbiosi e vengono pescati con le reti a strascico, note per devastare, al loro passaggio, i fondali. Il titolare del negozio è stato denunciato per frode in commercio. Infine, ventidue chili di cozze sono state sequestrate ad altro negozio che aveva omesso le indicazioni obbligatorie per legge. Al titolare è stata contestata una sanzione di 1166 euro. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

VEDI PHOTO GALLERY: