GEAPRESS – Interventi, quelli contro i bombaroli del Mar Piccolo, a Taranto, che si ripetono ormai con preoccupante frequenza. Esattamente un anno addietro venne scoperto un intero tunnel utilizzato come magazzino di materiale esplodente (vedi articolo GeaPress), mentre nel giugno del 2010 un’altra operazione portò allo scoperta di una vera e propria organizzazione dedita alla pesca con le bombe (vedi articolo GeaPress).

Nella serata di ieri, invece, dopo una lunga attività investigativa condotta dalla Capitaneria di Porto di Taranto in collaborazione con la Squadra Nautica della Questura, sono stati tratti in arresto C.C. di anni 48, P. C di anni 44, entrambi tarantini e pregiudicati per vari reati. I due, colti in flagranza di reato, operavano la pesca di frodo con materiale esplodente. Operazioni che, nei luoghi, erano state segnalate da cittadini che avvertivano le deflagrazioni nel Mar Piccolo che si protraevano per intere settimane.

I militari del Nucleo Operativo Difesa Mare della Guardia Costiera, notavano i due a bordo di una tipica imbarcazione usata per la pesca con le bombe. Si tratta di un piccolo natante di colore scuro dotata di potente motore. Il barchino precedeva in direzione del Mar piccolo – 2° Seno, dove i due provvedevano ad effettuare un giro di ispezione prima di esplodere tre ordigni. Le deflagrazioni, tra l’altro riprese dai militari operanti, venivano percepite sino a terra, tanto da determinare ulteriori segnalazione da parte di cittadini allarmati.

A questo punto l’intervento del personale militare della Capitaneria di porto e del personale della squadra Nautica della Questura di Taranto. I due, alla vista dei militari si sono dati alla fuga. Dopo alcune ore, però, sono stati rintracciati e tratti in arresto. Sono ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso la locale Casa Circondariale.

Nel barchino usato dai pescatori di frodo veniva rinvenuto altro materiale esplodente ed altro verosimilmente utilizzato per il confezionamento degli esplosivi. Sia il natante che il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, non prima dell’intervento degli artificieri.

I reati contestati riguardano il danneggiamento dell’ecosistema marino, detenzione abusiva di materiale esplodente ed esercizio della pesca di frodo.

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