o'barry delfino bianco
GEAPRESS – E’ da giorni all’interno di una struttura per immigrati irregolari, il protezionista statunitense Richiard O’Barry, bloccato da un lungo contenzioso con il Governo giapponese. Stante le informazioni diffuse dal Dolphin Project, ad O’Barry sarebbe stata contestata l’irregolarità della sua posizione a quanto sempre non consona per potere usufruire del soggiorno in Giappone. Sempre secondo il Dolphin Project, O’Barry sarebbe stato accusato di diffondere notizie non veritiere sul suo account facebook. Contestazioni che vengono rigettate da O’Barry.

Già da alcuni giorni il protezionista americano, noto in tutto il mondo per la sua battaglia contro le catture dei delfini, avrebbe dovuto lasciare il paese. Fatto che non è avvenuto per l’opposizione dello stesso O’Barry che è rimasto nella particolare struttura dell’aeroporto.

O’Barry, da lunghi anni, denuncia quanto avviene nella baia di Taiji, dove vengono catturati, nei lunghi mesi di caccia, numerosi delfini destinati alla macellazione oppure ai delfinari. Si tratta, per il prelievo 2015 – 2016, di un totale di ben 1873 animali appartenenti a sette specie diverse. Secondo i dati diffusi da Dolphin Project, voluto dallo stesso O’Barry, fino al 21 gennaio scorso ed a partire dal primo settembre 2015, sarebbero stati macellati 418 delfini. Sono invece 94 quelli catturati per la cattività animale, mentre 92 sono stati rilasciati in mare.

Due anni addietro venne catturato anche un delfino bianco. O’Barry si è fatto fotografare nella struttura dove adesso il cetaceo vive in cattività.

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