GEAPRESS – Dopo una stagione più calma rispetto agli anni passati, sembra che nella baia di Taiji, nel Giappone sud orientale  si voglia ora recuperare il tempo perduto. Alle non molte centinaia di delfini catturati in quasi due mesi di caccia (la quota stabilita per la stagione 2012-2013 è di 2089 animali appartenenti a sette diverse specie) in poco più di 48 ore sono stati catturati circa 200 animali, tra tursiopi e stenelle.

L’ultimo gruppo, pari a circa 100 tursiopi (vedi foto Sea Shepherd) è stato condotto  nella baia solo poche ore addietro. Domani inizierà la mattanza. Uccisione per alimentare il mercato della carne di delfino, o catture per i delfinari. Già nelle scorse ore il mare di Taiji si era colorato di rosso, e dalle colline circostanti i militanti di Sea Shepherd hanno tentato di lanciare l’allarme al mondo intero. I macellai, però, continuano la loro opera trasportando fin sotto costa i poveri animali prima di macellarli.

Una strage che avviene ogni anno, sia in Giappone ma anche in Europa (vedi articolo GeaPress). Anzi è proprio di poche ore addietro, tanto per rimanere in tema di cetacei macellati, che in un negozio turistico della capitale danese, è stata rinvenuta carne e grasso di balena destinati all’alimentazione umana (vedi articolo GeaPress). Una pericolosa assuefazione alla violenza, mostrata sotto forma di festa anche ai bambini. Perché meravigliarsi, allora, di vedere un bambino europeo giocare nel mare rosso sangue, con un feto di delfino (vedi articolo GeaPress)?

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