taiji a
GEAPRESS – Sono rimaste tutte in porto le imbarcazioni che a Taiji, in Giappone,  saranno utilizzate per la cattura dei delfini da destinare ai delfinari e per la macellazione.

Nella prima giornata di caccia, dunque, niente cattura, causa maltempo, ma la stagione dei prelievi proseguirà fino a marzo.

Già nei giorni scorsi Sea Shepherd, aveva diffuso il numero totale delle catture previste. In tutto 1938 animali appartenenti a sette  diverse specie (vedi articolo GEAPRESS).

L’annuale stagione di caccia, divenuta ieri oggetto di protesta in più città del mondo tra le quali alcune italiane, verrà documentata sia dai volontari di Sea Shepherd che del Dolphin Project di Richard O’Barry, l’ex addestratore di delfini americani che, ormai parecchi anni addietro, ha deciso di mandare all’aria il suo lavoro e dedicarsi alla salvaguardia dei cetacei. Da allora è forse il testimone più forte a livello mondiale, della battaglia contro i delfinari.

Da Sea Shepherd, arriva invece una singolare notizia che riguarderebbe addirittura una strada da utilizzare nel caso di tsunami. Nel primo tratto, coincideva esservi un buon punto di osservazione per i volontari. Si poteva infatti  documentare la cattura dei poveri animali.

Stante quanto comunicato dagli ambientalisti, sarebbe stata chiusa per “lavori” almeno fino a dicembre.

Dunque, sembra denunciare Sea Shepherd, niente utilizzo del posto ma, evidentemente, niente utilizzo anche nel caso di tsunami.

In più occasioni le autorità giapponesi hanno sostenuto l’uso tradizionale di tale prelievo, con riferimento alla carne di delfino, fatto che avverrebbe all’interno di quote che non danneggerebbero le specie oggetto di cattura. Una rassicurazione  che, evidentemente, non soddisfa gli ambientalisti che hanno continuato a documentare la mattanza chiedendone la definitiva sospensione.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati