taiji
GEAPRESS – 52 delfini tursiopi catturati per i delfinari, 41 macellati e circa 130-140 respinti in mare. Questo il bilancio della “grande retata” di cetacei avvenuta nella baia giapponese di Taiji comunicato pochi minuti addietro  da Sea Shepherd.  Ad essere finita in una struttura della cattività acquatica anche una giovane femmina albina (vedi articolo GeaPress ).

Scene drammatiche, quelle riferite dagli ambientalisti, come nel caso delle uccisioni dei poveri animali ed i tentativi di fuga che le hanno precedute. Scatti quasi rubati, visto che quest’ultima fase è quella veramente interdetta alla vista degli attivisti.

Per i delfini, interi giorni trascorsi senza cibo all’interno della baia in molti casi per la finale condanna ad una morte lenta dolorosa e soprattutto, riferisce sempre Sea Shepherd, cosciente. La morte arriva per rottura del midollo spinale ottenuta tramite una bacchetta di metallo penetrata all’interno dello sfiatatoio. Un metodo presentato di recente come più “umano” (vedi articolo GeaPress ).

Secondo Sea Shepherd, molti dei delfini ora lasciati andare in mare, potrebbero non sopravvivere. Si tratterebbe di animali ai quali sono stati spezzati i legami sociali.

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