taiji III
GEAPRESS – Si è conclusa da poche ore l’uccisione dei delfini Tursiopi che, a partire dall’altro ieri, sono stati condotti nella baia giapponese di Taiji. A darne comunicazione è Sea Shepherd che aveva già annunciato l’avvenuta selezione di una dozzina di giovani da destinare ai delfinari.

In tutto 33 animali i quali, già al momento della cattura, erano stati attenzionati dai macellai e dagli addetti al trasporto verso la prima struttura in loco esistente, lungo la via dei delfinari. Entrambi, macellai e addetti per la cattura, erano stati visti già nelle scorse ore nella baia dagli attivisti di Sea Shepherd. Alcuni ambientalisti sono stati, peraltro, invitati dagli addetti della sicurezza a non filmare.

Quello che infatti colpisce di Taiji, è l’ordine tutto nipponico voluto nella zona. A differenza delle isole Faroe, agli attivisti di Sea Shepherd è consentita la permanenza nei luoghi, senza che però potersi avvicinare al luogo della macellazione. Di fatto è proprio quest’area ad essere maggiormente blindata, mentre le fasi di arrivo ed in parte quelle di cattura sono di fatto più o meno facilmente filmabili. La polizia, è presente per impedire problemi di ordine pubblico, ma agli attivisti non è vietata la permanenza a Taiji.

Negli ultimi giorni i pescatori giapponesi avevano catturato soprattutto Grampi, un delfino che viene prevalentemente utilizzato nella macellazione. Diverso discorso per i Tursiopi, ovvero l’ultimo gruppo catturato. Gli animali adulti vengono in genere macellati, mentre i giovani possono essere catturati per i delfinari. Secondo quanto diffuso da Sea Shepherd, si tratterebbe in questo caso di una dozzina di animali che sarebbero rimasti nella baia quando sono stati macellati gli adulti.

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