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GEAPRESS – Almeno due delfini grampo sono stati uccisi poche ore addietro nella baia di Taiji, in Giappone. Ne danno comunicazione  Sea Shepherd e il Dolphin Project diretto da Richard O’Barry.

Le prime indicazioni fornite da Sea Shepeherd, riferivano di un gruppo di dieci-quindici delfini intercettati. Una foto diffusa dal Dolphin Project mostrava almeno cinque animali ormai costretti sotto costa. Di certo è stata fotografata una barca che trainava almeno due corpi verso l’area di macellazione. Qui  sono stati alzati dei teloni per impedire ai volontari di documentare quanto stava accadendo.

Dopo undici giorni dall’inizio della stagione di caccia, è la prima uccisione che si registra nella baia.

Come è noto nel porto del Giappone avviene la cattura in alto mare dei branchi di delfini che, in questo periodo, si spostano verso  latitudini più meridionali. Gli animali vengono spinti all’interno della baia grazie alle azioni di disturbo provocate dalle barche. In acqua, infatti, viene gettato un sistema elettroacustico che emette suoni nocivi per l’appartato uditivo dei delfini. In tale maniera gli animali vengono costretti in una direzione.

Giunti nella baia, come avvenuto oggi, una barca traina velocemente una rete che sbarra la fuga dei poveri animali. Sea Shepherd ha documentato casi di delfini lasciati così per giorni. Il destino degli animali, infatti, non è solo quello della macellazione. Esperti di allevamento in cattività selezionano gli animali da destinare ai delfinari. Dopo un primo periodo di addestramento nelle vicine vasche in mare, i delfini vengono prelevati dagli acquirenti provenienti da diversi paesi del mondo.

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