GEAPRESS – Raggiuge il peso totale di 4,236 tonnellate il tonno rosso sequestrato nell’ambito dell’operazione Tritone della Capitaneria di Porto di Palermo. A finire nelle maglie dei controlli della Guardia Costiera anche tre reti derivanti (usate soprattutto per la pesca del pesce spada) sequestrate in mare, mentre, durante il controlli nei porti, sono stati sequestrati tre attrezzi trainanti e due reti da posta fissi. In tutto 489 controlli che hanno portato ad elevare ben 77 verbali per un ammontare complessivo di 107.517 euro e due notizie di reato. I sequestri, oltre a quelli sopra citati, sono stati venti. Alle oltre quattro tonnellate di tonno rosso, si devono aggiungere 4,462 tonnellate di vario pescato, rintracciato nei controlli lungo l’intera filiera. Dal mare al venditore. In tutto sono scesi in campo 101 mezzi terrestri e 17 unità navali.

Solo pochi giorni addietro, un altro maxisequestro di tonno. 25 tonnellate rinvenute dalla Guardia Costiera di Barletta e Bari, a bordo di un peschereccio napoletano. Poco o nulla, tranne le indiscrezioni circolate, si sa ancora su questo intervento essendo le indagini ancora in corso. Più definita, invece, la situazione relativa ad altro maxi sequestro di tonno, operato dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia (vedi articolo GeaPress) che ha portato al sequestro di 40 tonnellate di tonno, ovvero il più grande sequestro mai avvenuto in Italia. Secondo indiscrezioni circolate, il pescato proveniva da Catania, mentre è stato possibile accertare la destinazione di almeno una parte dei tonni. Uno dei tre tir fermati era, infatti, diretto in Spagna. Pochi giorni dopo, un’altra operazione della Capitaneria di Porto di Catania ha messo in evidenza come fosse organizzata la catena del trasporto che vedrebbe coinvolta una grossa ditta di quella provincia.

Seguono poi, numerosi altri sequestri di tonno, avvenuti ad opera sia della Capitaneria che di altri Corpi di Polizia. L’entità dei sequestri fa presupporre un mercato decisamente florido che alimenta la pesca del tonno extra quota, ovvero al di fuori delle modalità dei regolamenti comunitari che imporrebbero porti e mezzi autorizzati. Da sottolineare come a rimanere coinvolti siano spesso mezzi della pesca professionale.

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