GEAPRESS – Nuovo sequestro di datteri di mare, questa volta provenienti dalla Grecia. L’Ufficio delle Dogane di Brindisi ne ha sequestrati ben 40 Kg nel corso del controllo di un carico di “frutti” di mare, risultati per il resto commerciabili.

Il dattero di mare, invece, è protetto sia per la lentezza con la quale cresce ed il conseguente rischio di depauperazione delle popolazioni naturali, ma anche per le tecniche devastanti di prelievo in mare. Muniti di bombole e respiratori, ovvero con tecniche di pesca vietate, i bracconieri di mare provvedono a spezzare il fondo roccioso marino, armati di piccozze grosse mazze.

Il dattero di mare, infatti, secerne una secrezione acida con la quale molto lentamente scava una nicchia ove installarsi nella roccia. Il suo prelievo avviene con l’asportazione dello stesso substrato, con effetti devastanti non solo per il dattero ma anche per l’intero ecosistema marino e gli altri abitanti del mare.

Già di recente si era data notizia di un’altra operazione questa volta avvenuta nei pressi dei Faraglioni di Capri (vedi articolo GeaPress). Nello stesso articolo è possibile visionare il video del devastante prelievo. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).