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GEAPRESS – Dal 14 giugno fino al mese di ottobre, i volontari di Sea Shepherd provvederanno a presidiare le isole Faroe. L’arcipelago facente parte del Regno Unito di Danimarca, è notoriamente sede della strage dei delfini globicefalo, altresì denominati “balene pilota”.

L’operazione prenderà il nome di “Sleppid Grindini” e sarà caratterizzata da una ulteiore maggiore presenza dei volontari proprio nei luoghi della mattanza.  “Per centinaia di anni – riferisce la nota di Sea Shepherd – gli isolani hanno continuato ad uccidere le balene pilota che in quel periodo migrano nelle acqua poco profonde. Il massacro, conosciuto nella lingua locale con il nome di  o “grind”, avviene in nome di una sanguinosa tradizione”. Il tutto, giustifato ancora per ragioni alimentari.

Dopo essere state spinte dalla barche all’interno dei fiordi, la balene vengono tirate a riva tramite l’utilizzo di ganci inseriti negli sfiatatoi. Viene poi recisa la spina dorsale. L’agonia, riferisce sempre Sea Shepherd, può durare alcuni miniti. Una morte traumatica che avviene innanzi ai propri simili. Un supplizio ulteriore per animali dallo spiccato senso sociale.

Il nome della campagna 2015 “Sleppid Grindini”, storpia il  termine locale di “grindadráp”” con quella che letteralmente significa la  “liberazione delle balene”.

Nelle Isole Faroe interverranno più squadre di Sea Shepherd, sia di terra che di mare.

Nel corso della campagnia 2014 sono stati arrestati numerosi attivisti di Sea Shepherd. Tra questi un’italiana di origine altoatesina. Sea Shepherd aveva inoltre criticato la presenza della marina danese.

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