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GEAPRESS – Prosegue con successo la campagna antartica di Sea Shepherd, Operazione ICEFISH, contro il bracconaggio di merluzzo dell’Antartico e della Patagonia. Si tratta di grandi predatori pelagici appartenenti alla famiglia dei Pesci Ghiaccio che popolano i mari compresi tra l’Antartico e la Patagonia sono. Il bracconaggio di queste specie, spiega la nota di Sea Shepherd, è talmente redditizio che i pescatori illegali definiscono il pescato ‘oro bianco’. Un pescato di 1.500 tonnellate, quantità quasi normali per un peschereccio, può valere fino a 83 milioni di dollari americani.

Già lo scorso 16 dicembre era stata individuata una prima nave bracconiera inclusa nella Lista Nera della CCAMLR e già oggetto di una Purple Notice dell’Interpol. Subito è intervenuta la Bob Barker, nave di Sea Shepherd, che tutt’ota sta inseguendo la nave bracconiera, impedendole di cacciare.

La seconda nave di Sea Shepherd, la Sam Simon, sta invece svolgendo il durissimo lavoro di recupero delle reti illegali abbandonate dalla nave bracconiera in fuga: una rete di 25 chilometri e una seconda rete molto probabilmente più lunga ancora in fase di recupero.

La fauna marina rimasta vittima delle due reti è purtroppo numerosa e varia.

I tramagli, spiegano gli ambientalisti, sono reti illegali assolutamente vietate dalla CCAMLR. Nelle loro maglie restano impigliati non solo merluzzi ma anche moltissime altre specie.

Tutti gli animali rinvenuti ancora in vita nei 25 chilometri di rete (si tratta prevalentemente di granchi) sono stati liberati in mare.

Sea Shepherd ha però denunciato l’individuazione della prima e della seconda rete illegale alle autorità preposte all’applicazione della legge, tra cui l’Interpol, la CCAMLR, l’Autorità Australiana di Gestione della Pesca e la Polizia Federale Australiana. L’attrezzatura confiscata da Sea Shepherd servirà come prova fisica delle attività illegali  e verrà consegnata alle autorità al fine di perseguire legalmente la nave bracconiera.

I pescatori illegali di austromerluzzi utilizzano una serie di metodi di pesca vietati, tra cui le reti da imbrocco. L’utilizzo delle reti da imbrocco è vietato a causa dell’alto rischio di catture accidentali di uccelli marini e mammiferi marini e perché, una volta perse o abbandonate, si trasformano in reti “reti fantasma” che continuano a uccidere i pesci a tempo indeterminato.

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