(GEAPRESS) – 800 tonni sono stati in queste ore liberati da Sea Shepherd. La battagliera associazione, nota in tutto il mondo per i suoi interventi ai danni delle baleniere giapponesi, ha infatti tagliato la rete di circuizione di un motopesca italiano che al largo della Libia aveva messo in atto una vera e propria azione di bracconaggio di mare.

Il motopesca italiano, secondo GeaPress, dovrebbe essere il Cesare Rustico, molto attivo nelle acque libiche perchè lavora con alcune gabbie – allevamento, ove vengono rinchiusi i tonno catturati per i giapponesi al largo di Malta. Lo stesso motopesca alcuni anni addietro fu mitragliato dalle motovedette della marina tunisina perchè scoperto a pescare nelle loro acque territoriali. Il Cesare Rustico, secondo GeaPress, rimorchia gabbie per tonni di 50 metri di diametro. Dentro questi spazi erano ammassati gli 800 tonni catturati al largo della Libia I tonni, pescati in maniera irregolare e sotto misura, potevano poi essere immessi nel mercato italiano o caricati direttamente dalle navi giapponesi al largo del mediterraneo. Sebbene i migliori acquirenti siano gli imprenditori del sol levante, gli armatori sono italiani ed in molto casi hanno goduto delle agevolazioni economiche pervenute dall’Unione Europea per la dismissione della pesca al tonno rosso, specie in via di estinzione.

Nonostante ciò l’Unione Europea ha autorizzato ben 85 porti italiani allo sbarco del tonno rosso, ma gli escamotage messi in atto dai motopesca sono infiniti. Se non prelevati direttamente dalle navi giapponesi che stazionano al largo del mediterraneo, più sbarchi con piccoli quantitativi di tonno, avvengono, secondo GeaPress, nelle spiagge di piccole isole con la compiacenza di personaggi locali, ed il successivo traghettamento del tonno occultato in normali mezzi di trasporto imbarcati dai traghetti di linea. Oppure parte dell’organizzazione da appuntamento con i propri camion in un porto secondario e trasporta poi nei luoghi di partenza del motopesca il tonno pescato. In altri casi si tratta di un ancor più ferreo controllo del territorio che consente, comunque in porti non autorizzati, lo sbarco del tonno direttamente in banchina. (GEAPRESS).