sea shepherd sei faroeGEAPRESS – Milleduecento euro a testa per i sei attivisti di Sea Shepherd, arrestati nei giorni scorsi nelle isole Faroe per avere tentato di salvare i delfini globicefalo (vedi articolo GEAPRESS GEAPRESS – Milleduecento euro a testa per i sei attivisti di Sea Shepherd, arrestati nei giorni scorsi nelle isole Faroe per avere tentato di salvare i delfini globicefalo (
). I sei, inoltre, dovranno lasciare l’arcipelago facente parte del Regno Unito di Danimarca, sebbene quest’ultimo aspetto sarà confermato nelle prossime ore.

Stante quanto comunicato da Sea Shepherd, dell’allontanamento dei sei se ne dovrebbe occupare la Danimarca. Proprio lo stato membro della UE, è divenuto oggetto delle accuse degli ambientalisti.

Le Isole Faroe, infatti, non fanno parte della UE per via della loro autonomia. La marina danese, però, sarebbe stata presente nell’arcipelago proprio in occasione delle operazioni degli ambientalisti che si erano schierati in difesa dei delfini. Un’accusa, quella del presunto coinvolgimento danese, che era stata rilanciata anche dalla Fondazione Brigitte Bardot.

Vogliamo proprio vedere come farà la Danimarca a trasferire dei cittadini europei, dall’Europa“. Questo il commento di Sea Shepherd che ricorda come attualmente nelle isole sono presenti due dei sei arrestati. Il giorno dopo l’arresto, gli attivisti vennero rilasciati con obbligo di apparire due giorni dopo presso la Corte. In quattro, però, avevano già programmato la partenza e la Corte aveva acconsentito al loro allontanamento.

Dunque, nelle Faroe, rimangono due attivisti dell’equipaggio di terra coinvolto negli arresti. Si tratta dell’italiana Maggie Gschnitzer e dello spagnolo Sergio Toribio.

Altri otto componenti di Sea Shepherd, facenti parte di dell’equipaggio imbarcato, saranno invece ascoltati dalla Corte il prossimo 25 settembre.

Secondo la ricostruzione fornita dagli ambientalisti, il gruppo di terra si era interposto tra i delfini globicefalo e la spiaggia, tentando di allontanare i poveri animali, battendo in acqua un bastone. L’intervento della polizia e, afferma sempre Sea Shepherd, dei militari danesi, ha però impedito l’azione di distrubo.

Sea Shepehrd sta in queste ore lanciando un appello per coinvolgere nuovi  volontari, facendo però notare che mai, in questi giorni, è venuta a mancare la vigilianza.

Sea Shepherd ha altresì invitato a  protestare contro le Ambasciate danesi.

Le condanne inflitte ai sei dalla Corte delle Isole Faroe, riguardano disturbo dell’ordine pubblico,  ostacolo dell’attività di caccia e non  aver rispettato l’ordine di lasciare la zona. Per questa ultima accusa, sono stati condannati solo in tre. Si tratta del cittadino spagnolo, un francese ed un messicano.

Relativamente alla sanzione pecuniaria, i volontari di Sea Shepherd hanno annunciato di non voler pagare la sanzione pecuniaria. Il motivo? Non  riconoscono come crimine il tentativo di salvare la vita ai delfini.

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