GEAPRESS – Forse già domani la Corte d’Appello tedesca si pronuncerà sul ricorso promosso dagli avvocati di Watson in merito alla richiesta di estradizione del Costa Rica accolta dalle autorità tedesche. Nel caso l’esito fosse positivo, Watson rimarrà novanta giorni in carcere per essere poi estradato.

Intanto, ieri, in un’aula dell’aeroporto di Francoforte si è tenuta la conferenza stampa di Sea Shepherd. Presenti il Capitano Peter Hammerstedt che lo scorso marzo, a bordo della nave Bob Barker ha messo in fuga le baleniere giapponesi (vedi articolo e video GeaPress) e Scott West leader della campagna in difesa dei delfini giapponesi e già presente, in Giappone, a fianco di Erwin Vermeulen l’attivista di Sea Shepherd arrestato e poi assolto dalle autorità nipponiche (vedi articolo GeaPress). Alla conferenza stampa di Francoforte (aeroporto dove sabato scorso è stato arrestato Paul Watson, era altresì presente Oliver Wallasch , l’ avvocato tedesco che sta seguendo il caso.

Per Sea Shepherd la concessa estradizione da parte delle autorità tedesche, equivale ad un sentenza di morte. Parole che pesano come pietre, ma che potrebbero trovare uno spiraglio di luce nella inusuale dichiarazione del Pubblico Ministero che ha dichiarato come le autorità tedesche potrebbero bloccare il tutto se fosse riconosciuta una motivazione politica dietro il mandato di arresto.

Nei nostri sforzi per difendere la vita delle balene, dei delfini, delle foche, degli squali e dei pesci – ha dichiarato Paul Watson alla rappresentanza di Sea Shepherd che gli ha fatto visita in carcere – ci siamo fatti nemici potenti, in particolare il governo del Giappone. Non è un caso che la richiesta di estradizione del Costa Rica sia stata emessa nello stesso mese (Ottobre 2011) in cui i balenieri giapponesi (ICR) hanno avviato la causa contro Sea Shepherd. La richiesta di estradizione – ha aggiunto Watson – è collegata ad una denuncia da parte di alcuni pescatori del Costa Rica che ho scoperto in attività di bracconaggio nelle acque del Guatemala. I pescatori non sono stati feriti e la loro barca non è stata danneggiata. L’incidente è stato totalmente documentato nel film Sharkwater. L’Interpol – ha concluso il Capitano Watson – ha inizialmente rifiutato l’ordine di estradizione e lo ha ritenuto politicamente motivato. Pertanto, la domanda che ci si deve porre è perché la Germania stia prendendo in considerazione accuse fatte di bracconieri del mare“.

Secondo quanto è stato riferito ieri in conferenza stampa se il Ministro della Giustizia e/o il Ministro degli Affari Esteri tedesco ritenessero di non dover concedere l’estradizione di Paul Watson in Costa Rica, il caso risulterebbe chiuso. Il Capitano Watson, in tal maniera, dovrebbe essere liberato immediatamente.

L’invito di Sea Shepherd è pertanto quello di sottoscrivere l’appello al Ministro della Giustizia tedesco (VAI ALL’APPELLO).

Il Capitano Watson, hanno riferito i rappresentanti di Sea Shepehrd, ha viaggiato in tutto il mondo da quando il governo del Costa Rica ha emesso il mandato d’arresto nell’ Ottobre del 2011. E ‘stato in Australia, Francia, Spagna, Inghilterra ed altri paesi ancora. Nessuno di questi paesi ha considerato l’ipotesi di arrestare il Capitano Watson come invece ha fatto la Germania.

Se il Capitano Watson venisse estradato in Costa Rica non riceverebbe, sempre secondo Sea Shepherd, un processo equo e la sua sicurezza non potrebbe essere garantita. Tra le baleniere giapponesi e la mafia delle pinne di squalo in Costa Rica, il Capitano Watson ha nemici formidabili che cercano di fermare i suoi sforzi per difendere la vita marina. Nei giorni scorsi, sulla stampa giapponese, sono apparsi articoli riportanti una sorta di analisi su come potere formulare una azione internazionale del Giappone al mandato contro Watson. Tecnicamente, però, il Giappone non può operare un mandato in tal senso.

Il posto del Capitano Paul Watson – ha dichiarato Peter Hammerstedt – è sulla sua nave in mare aperto, a proteggere squali, balene ed altre forme di vita marine, non certo in una prigione qui in Germania.

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