sea shepherd II
GEAPRESS – Una decisione vincolante, quella della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja  che accogliendo il ricorso del Governo australiano ha sentenziato che la caccia alle balene  praticata dai giapponesi in Antartide non può essere classificata per scopi scientifici.  In tal maniera viene a cadere quello che gli ambientalisti avevano sempre definito come una scusa per continuare ad uccidere le balene.

Una vittoria per le balene, per il governo australiano ma soprattutto per Sea Shepherd la quale, con la sua flotta, aveva seguito le baleniere giapponesi in veri e propri scontri navali denunciando quanto avveniva nelle acque dell’oceano meridionale.

A rappresentare Sea Shepherd in aula era presente  il Capitano Alex Cornelissen, direttore esecutivo di Sea Shepherd Global e Geert Vons, direttore di Sea Shepherd per i Paesi Bassi.

A votare in favore delle tesi sostenute dal governo australiano sono stati dodici giudici su sedici. La Corte Internazionale di Giustizia, comunica in una sua nota Sea Shepherd, ha stabilito che i permessi del Giappone per il suo programma di caccia alle balene non costituivano ricerca scientifica, come invece stabilito dai regolamenti della Commissione baleniera internazionale. Dunque il Giappone dovrà ora revocare i permessi e astenersi dal concedere ulteriori autorizzazioni.

Con la sentenza di oggi – ha detto il Capitano Alex Cornelissen – la Corte Internazionale di Giustizia ha assunto una posizione giusta ed equa proteggendo le balene del Santuario ed il vitale ecosistema marino dell’Antartide”.

Sea Shepherd si è detta inoltre certa che la caccia alle balene verrà relegata alle pagine della storia.

Non è mancato l’intervento del Paul Watson, fondatore di Sea Shepherd.  “Nonostante la moratoria sulla caccia commerciale alle balene  – ha dichiarato subito dopo il verdetto  Watson –  il Giappone ha continuato a reclamare la vita di migliaia dei gentili giganti del mare in un luogo che dovrebbe invece costituire un loro sicuro rifugio. Sea Shepherd ed io – ha concluso Watson – insieme a milioni di persone interessate in tutto il mondo, speramo vivamente che il Giappone onorerà questa e lasciare le balene in pace . ”

Sea Shepherd, però, annuncia di avere  le sue navi disponibili a  tornare nell’Oceano Antartico nel dicembre 2014. Questo nel caso il Giappone dovesse scegliere di ignorare questa sentenza.

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