GEAPRESS – E’ atteso per domani il verdetto del processo intentato dalle autorità giapponesi contro Erwin Vermeulen (nella foto), l’attivista olandese di Sea Shepherd arrestato lo scorso 16 dicembre con un’accusa che fa acqua da tutte le parti. In tal maniera si era espresso il responsabile della Campagna dei Guardiani della Baia, Scott West, ovvero gli attivisti che ormai da mesi monitorano l’attività dei macellai e dei procacciatori di delfinari che operano nella baia di Taiji. Centinai di animali attratti con l’inganno e finiti con il coltello (per quelli da macellare) o prelevati da un potente argano per essere trasferiti nei delfinari. In questo contesto operava Erwin Vermeulen, quando un addetto lo ha accusato di averlo spintonato.

Pur senza testimonianze, Vermeulen è stato sbattuto in carcere. Ha patito il freddo e solo dopo l’intervento di Scott West ha ottenuto un maglione. Poi, il 1° febbraio 2012 è comparso nel Tribunale di Wakayama. Era legato da una corda attorno alla vita a sua volta tenuta da un guinzaglio. Dimagrito di dieci chili, Vermeulen è rimasto finanche sorpreso del clamore che il suo caso ha suscitato a livello internazione.

Infine, qualche giorno addietro, è stato scarcerato in attesa del giudizio che verrà pronunciato domani. Rischia una multa di 100.000 yen.

Vermeulen è rimasto nelle carceri giapponesi per ben 64 giorni. Nel momento in cui l’attivista di Sea Shepher avrebbe spintonato un addetto dei luoghi, era in possesso della sua attrezzatura fotografica e stava anche parlando al cellulare con un altro attivista. Circostanza, questa, confermata in Tribunale. Una situazione improbabile, tra macchine fotografiche e cellulare, per aggredire una persona.

Domani, comunque, è atteso il verdetto. In questi mesi numerose manifestazioni di solidarietà in favore dell’attivista olandese, si sono svolte in tutto il mondo.

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