GEAPRESS – Il Capitano Paul Watson rimane in stato di arresto. La Corte tedesca che ha esaminato il caso, poco dopo l’avvenuto fermo (vedi articolo GeaPress), ha infatti confermato la misura cautelare in ottemperanza alle esigenze di estradizione avanzata dal governo del Costa Rica. Watson, arrestato al suo arrivo all’aeroporto di Francoforte, deve rispondere dell’accusa di “violazione del traffico navale”, a seguito di una vecchia storia che sa tanto di trabocchetto. La nave di Sea Shepherd, infatti, aveva intercettato un motopesca intento nella pratica di shark finning. Ovvero il prelievo degli squali per la mortale asportazione delle pinne. Autorizzato dal governo del Guatemala a scortare in porto il motopesca, la nave di Sea Shepherd venne invece bloccata dalle autorità locali.

Secondo quanto diffuso da Sea Shepherd a seguito del confermato arresto del Capitano Watson, ci potrebbero però essere delle irregolarità nella strana pratica resuscitata un decennio dopo (i fatti risalgono al 2002) dal Governo del Costa Rica. Dubbi che sarebbero stati confermati da una dichiarazione dell’Interpol secondo il quale il mandato del Costa Rica potrebbe non essere conforme. Questo secondo lo stesso ufficio legale dell’Interpol che non avrebbe pubblicato il Red Notice relativo al Capitano Watson. Si tratta della richiesta di arresto, con mandato di estradizione. La richiesta del Costa Rica, secondo quanto reso noto da Sea Shepherd, non sarebbe conforme alle procedure stabilite dall’Organizzazione Internazionale di Polizia Criminale, ovvero l’Interpol.

Ad ogni modo, in base alla decisione del Giudice tedesco, il Capitano Watson rimane in stato di arresto. Watson è assistito in carcere dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Daniel Cohn Bendit, e dall’Eurodeputato Jose Bove.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati