GEAPRESS – La Germania ha deciso. Accolta la richiesta di estradizione del Capitano Paul Watson in Costa Rica. Vani, finora, tutti i tentativi di fare desistere le autorità tedesche nel dar corso ad una vicenda vecchia ed ambigua, risalente addirittura a dieci anni addietro.

Un mandato, quello avanzato dalle autorità del Costa Rica, che aveva sollevato le stesse perplessità dell’Interpol (vedi articolo GeaPress) ma che evidentemente ha trovato riscontro nei giudici tedeschi. Una posizione sconvolgente ed inaspettata, dicono da Sea Shepherd, ancorché messa in atto da un paese europeo, civile e democratico.

Sea Shepherd invita ora ad aderire all’appello (ADERISCI ALL’APPELLO) affinchè le autorità tedesche non diano corso all’estradizione. Il Capitano Watson è accusato di “violazione del traffico navale”. La sua colpa sarebbe di avere ostacolato le operazioni di skark finning, ovvero il taglio (a vivo) delle pinne degli squali. La pinna per le zuppe cinesi e lo squalo gettato in mare orrendamente mutilato.

Cosa rischia il Capitano Watson?
Gli effetti dell’estradizione in Costa Rica – dicono da Sea Sheperd – potrebbero risultare decisamente drammatici per la lunga serie di rischi connessi ad un processo inficiato nella sua imparzialità e nella qualità e adeguatezza della condanna“.

Per questo Sea Shepherd chiede a gran voce il supporto di tutti. Dai media, ai sostenitori nazionali ed internazionali. Bisogna dissuadere il governo tedesco dall’esecuzione del provvedimento di estradizione.

Watson è attualmente detenuto in una caserma vicino l’aeroporto di Francoforte. E’ assistito in carcere dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Daniel Cohn Bendit, e dall’Eurodeputato Jose Bove.

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